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Coronavirus, studio Usa rivela la data esatta in cui l’Italia avrà zero morti

Nel nostro paese ipotizzati zero morti dal 19 maggio, ci saranno complessivamente 20.300 vittime: lo rivela l'Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) americano

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Apr. 2020 alle 16:35
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Credits: Ansa

Coronavirus, studio Usa rivela la data esatta in cui l’Italia avrà zero morti

La pandemia da Coronavirus in Italia arriverà a provocare “zero morti” il 19 maggio e il totale dei decessi registrati sarà di 20.300 persone, “salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagiati”. A prevederlo è l’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme)organizzazione indipendente della School of Medicine dell’Università di Washington, che fornisce i dati alla Casa Bianca. L’Italia, secondo l’istituto americano, “ha superato la propria fase di picco, eccezion fatta per Calabria (dove il picco era previsto per ieri, 7 aprile, ndr) e Puglia, dove il picco sarà raggiunto il 16 aprile.

I dati forniti ieri dalla Protezione Civile indicano finora 17.127 morti. L’aggiornamento dell’Ihme è costante e indica una fine della pandemia nel nostro paese al 20 maggio (al 4 agosto il numero complessivo dei morti dovrebbe essere 20.300 morti, in un range 19.533-21.185).

In Europa la previsione è di 151.680 decessi nella ‘prima ondata’ della pandemia da Coronavirus. Nel continente il picco della pandemia si verificherà durante la terza settimana di aprile. In confronto, ci si attende negli Stati Uniti un numero pari a 81.766 decessi, secondo la previsione rilasciata domenica scorsa dalla stessa organizzazione indipendente di ricerca. “Settimane preoccupanti attendono molti Stati europei”, ha detto il dottor Christopher Murray, direttore dell’Ihme. “Sembra probabile inoltre che il numero dei decessi ecceda le proiezioni attuali per gli Stati Uniti”.

“È evidente senza alcuna ombra di dubbio che le misure di distanza sociale attuate e mantenute correttamente possono controllare l’epidemia e contribuire a ridurre il numero dei decessi”, ha spiegato Murray. “Le nazioni colpite più duramente hanno attuato misure di distanza sociale e potrebbero ora aver superato il peggio, con notevoli progressi nella riduzione dei decessi. La traiettoria delle rispettive nazioni cambierà –e drammaticamente in peggio – se si sceglierà di allentare le misure di distanza sociale o altre precauzioni analoghe”.

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