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Coronavirus, Speranza: “Restate a casa”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 21 Ott. 2020 alle 09:50 Aggiornato il 21 Ott. 2020 alle 09:57
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Immagine di copertina
Credits: ANSA / ANGELO CARCONI

Coronavirus, l’appello di Speranza: “Restate a casa”

“Evitate spostamenti inutili, restate a casa il più possibile”: con queste parole il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto ieri sera su La7, invitando tutti gli italiani a ridurre le occasioni di uscita per non alimentare ulteriormente una curva dei contagi da Coronavirus che nel nostro Paese sta diventando ogni giorno più preoccupante. “La situazione – ha dichiarato il ministro della Salute – è molto seria. Bisogna dire fino in fondo come stanno le cose. Abbiamo bisogno di uno sforzo in più da parte di ciascuno. C’è bisogno di alzare il livello di attenzione, ridurre le occasioni di contagio”.

Speranza ha poi parlato anche della prospettiva, molto temuta, di un nuovo lockdown: “Lavoriamo giorno e notte per evitarlo, ma l’esito non è scontato, dipende da quello che riusciremo a fare nelle prossime settimane. Oggi abbiamo ancora un margine, abbiamo una possibilità di piegare la curva senza le misure più drastiche. Ci stiamo provando, altrimenti avremmo già assunto le misure più dure, però oggi dipende da noi, dal Governo, dalle Regioni e dai cittadini coi loro comportamenti”. “E’ giustissimo – ha concluso il ministro – che nei territori dove c’è maggiore difficoltà si possano, anzi si debbano assumere decisioni più dure, con misure specifiche tarate su ogni singolo territorio”.

Misure che non si sono fatte attendere, con Lombardia e Campania che hanno chiesto e ottenuto (la prima dovrebbe ufficializzarlo oggi, nella seconda entrerà in vigore da venerdì 23 ottobre) un coprifuoco dalle 23 alle 5. Ma anche altre Regioni hanno imposto nuove restrizioni. In Piemonte, ad esempio, i  locali pubblici chiudono alle 24, mentre nel weekend i centri commerciali rimangono chiusi: aperti solo alimentari e farmacie. In Liguria, invece, oltre all’obbligo di didattica a distanza al 50 per cento (vale anche in Piemonte), c’è divieto assoluto di assembramento con circoli e centri culturali che chiudono a mezzanotte, mentre le sale giochi alle 18.

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