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Coronavirus, a Napoli un uomo sputa contro i medici perché stanco di aspettare il tampone

Il direttore dell'ospedale commenta: "È come sparare"

Di Antonio Scali
Pubblicato il 11 Mar. 2020 alle 11:22
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Immagine di copertina

Coronavirus, a Napoli uomo in fila per il tampone sputa contro una dottoressa e un infermiere

Non voleva più aspettare il proprio turno per fare il tampone, e così ha deciso di “punire” i sanitari dell’ospedale Cotugno di Napoli che in questi giorni stanno facendo, come tanti medici in tutta Italia, i salti mortali per far fronte all’emergenza Coronavirus. L’uomo, con la febbre e probabilmente affetto dal Covid-19, ha così deciso di sputare addosso  a una dottoressa e a un infermiere che stavano cercando di calmarlo. I due sanitari adesso sono stati posti in isolamento.

L’uomo, che ha anche aggredito il personale ospedaliero, si trovava nella sala dove viene effettuato il Triage e si aspetta per essere sottoposti al tampone. In giornate del genere è evidentemente richiesta un po’ di pazienza in più da parte dei pazienti, visto che i medici sono chiamati a fronteggiare principalmente i problemi e i casi più gravi.

Se la maggior parte delle persone ha atteso il proprio turno in maniera composta, stessa cosa non si può dire per un napoletano, il quale ha cominciato ad inveire contro la dottoressa che aveva chiesto ai pazienti in sala di attesa di aspettare a causa delle emergenze in corso. L’uomo, in attesa di eseguire il tampone, ha aggredito la dottoressa, cercando di colpirla, mentre un infermiere è intervenuto per difendere la collega. A quel punto l’aggressore ha sputato contro i due sanitari e poi è scappato.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia Vomero, che cercheranno di individuare l’autore di questo folle gesto servendosi anche delle testimonianze dei presenti. “Un gesto del genere è come sparare”, ha commentato il direttore generale del’ospedale Cotugno di Napoli Maurizio Di Mauro: “Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono stare in isolamento e non possono dare, come hanno fatto finora, il loro prezioso contributo – ha aggiunto -. Sputare addosso a una persona, quando si hanno, in un momento come questo, sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c’è differenza. Sono indignato – conclude Di Mauro -, ci sono ragazzi che stanno dando l’anima. Ho appena visto i neo assunti, ragazzine di 23-24 anni che forse non sanno a che cosa stanno andando incontro, pronte a dare il loro contributo in questa battaglia contro il coronavirus“.

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