Coronavirus, la storia del prete morto rinunciando al respiratore per darlo a un giovane non era vera

A Casnigo, in provincia di Bergamo, si è diffusa la notizia del nobile gesto di don Giuseppe Belardelli, 72 anni, vittima del Coronavirus. Ma la Curia lo ha smentito

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 24 Mar. 2020 alle 08:56 Aggiornato il 25 Mar. 2020 alle 12:04
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Immagine di copertina
Don Giuseppe Credits: Facebook

È stata smentita dalle autorità ecclesiastiche la notizia secondo la quale un anziano arciprete del bergamasco morto di Coronavirus avrebbe rinunciato al respiratore per donarlo a una persona più giovane: don Giuseppe Berardelli, 72 anni, sacerdote di Casnigo.

“Don Giuseppe è morto da prete. E mi commuove profondamente il fatto che lui, arciprete di Casnigo, abbia aiutato sempre gli altri”, ha raccontato un operatore sanitario della casa di riposo San Giuseppe al periodico “Araberara”. “La comunità parrocchiale aveva comprato un respiratore”, ha spiegato l’operatore sanitario.

Nato il 21 agosto 1947, Don Giuseppe era originario di Fonteno. Ordinato sacerdote il 30 giugno 1973, il suo primo incarico era stato di coadiutore nella parrocchia di San Giuseppe in città alta, quindi a Calolzio dal 1976 al 1984. Divenne in seguito parroco di Gaverina e dal 1993 parroco di Fiorano al Serio. Nel 2006 la nomina ad arciprete di Casnigo. Aveva avuto problemi di salute ma lui combatteva col suo solito sorriso e quella grinta a chi si affida a Dio. Nessun funerale per il sacerdote, ma i casnighesi lo hanno salutato a modo loro: si sono affacciati sul balcone di casa e lo hanno salutato con un applauso.

Don Giuseppe Berardelli è morto all’ospedale di Lovere. Sono almeno 30 i preti morti in Italia a causa della pandemia di Covid-19, tra questi almeno 16 sono della diocesi di Bergamo.

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