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Coronavirus in Italia, ultime notizie. Istituto tumori Milano, “In Italia il Covid circola da settembre 2019”. Il bollettino di oggi: 33.979 nuovi casi e 546 morti

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Nov. 2020 alle 07:41 Aggiornato il 15 Nov. 2020 alle 20:12
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Coronavirus in Italia, le ultime notizie di oggi

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – Dalla mezzanotte di oggi sono entrate in vigore in Italia le nuove suddivisioni regionali per fasce di rischio Coronavirus. Il quadro ora vede: Lombardia, Piemonte, Campania, Toscana, Calabria, Val d’Aosta e la Provincia di Bolzano in zona rossa; Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia in zona arancione; Veneto, Lazio, Sardegna, Molise e Provincia di Trento in zona gialla. Ieri si sono registrati 544 decessi e 37.255 nuovi casi a fronte di 227.695 tamponi. L’Istituto Superiore di Sanità conferma che si inizia a vedere una decelerazione nella corsa dei contagi, ma sottolinea anche che è presto per allentare la guardia. E resta l’incertezza sul modo in cui si potrà festeggiare il Natale. Di seguito tutte le ultime notizie sul Coronavirus in Italia di oggi, domenica 15 novembre 2020, aggiornate in tempo reale. (Qui invece le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo).

Ore 20,00 – Basilicata, scuole chiuse fino al 2 dicembre – “A seguito di una lunga riunione dell’unità di crisi, si è deciso che, a partire dal 17 novembre e fino al 2 dicembre, chiuderanno le scuole primarie e secondarie di primo grado della Basilicata”. Lo rende noto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha firmato l’ordinanza numero 44 che dispone la chiusura di tutte le scuole della regione. “Abbiamo monitorato da subito i trend dei contagi derivanti dalla riapertura delle scuole – prosegue Bardi – e cercato fino all’ultimo di evitare queste ulteriori misure restrittive, sia perché siamo pienamente consapevoli che la didattica in presenza è di fondamentale importanza per la crescita di questi studenti, in un momento delicato della loro formazione, sia perché siamo consapevoli che la chiusura delle scuole comporta un notevole disagio ai genitori costretti a riorganizzarsi per rendere compatibile il lavoro con l’assistenza ai propri figli. Purtroppo la pandemia che non allenta la sua morsa in tutta Italia, ci impone di trasformare in misure restrittive tutti i trend su cui leggiamo possibili peggioramenti, nell’esclusiva necessità di tutelare la salute della nostra comunità. Tuttavia, abbiamo deciso la chiusura di queste scuole solo per due settimane, fino al 3 dicembre. Monitoreremo quotidianamente i dati e, se la situazione dovesse migliorare, potremo anche interrompere preventivamente la misura. In questa seconda ondata ci siamo dati due parole d’ordine: prevenzione e responsabilità. E’ quello che stiamo facendo: abbiamo rafforzato il piano sanitario”. “Proprio oggi – dice ancora il presidente della Regione Basilicata – abbiamo annunciato che a breve saranno disponibili ulteriori 50 posti per pazienti covid grazie ad ospedali da campo tra poco operativi a Potenza e Matera. Non solo: vista la situazione stiamo studiando già provvedimenti di sostegno economico aggiuntivi a quelli annunciati dal governo, di cui sollecitiamo ancora una volta l’erogazione. L’obiettivo è, come già successo nel corso della prima ondata, grazie a tutti i nostri provvedimenti, compreso quest’ultimo sulle scuole, di riuscire a rallentare la diffusione del contagio. Sono certo che le famiglie lucane comprenderanno l’importanza di questa scelta che richiede uno sforzo temporaneo nell’interesse dell’intera comunità”. “L’auspicio – conclude Bardi- e’ che grazie anche a questa decisione si possa tutti tornare quanto prima alla normalità sicuri e protetti. Andiamo avanti con forza di volontà e fiducia”.

Ore 17,00 – Il bollettino della Protezione Civile di domenica 15 novembre – È di 712.490 persone attualmente positive (+24.055), 45.229 morti (+546), 420.810 guariti (+9.376) per un totale di 1.178.529 casi (+33.979), il bilancio inerente l’epidemia di Coronavirus in Italia emerso dal bollettino diffuso oggi dalla Protezione Civile e dal ministero della Sanità. Dei 712.490 attualmente positivi, 32.047 (+649) sono ricoverati in ospedale, 3.422 (+116) necessitano di terapia intensiva, mentre 677.021 (+23.290) si trovano in isolamento domiciliare. Il numero dei tamponi processati oggi è 195.275, contro i  227.695 di ieri e i 254.908  dell’altro ieri. Anche se il numero di nuovi casi risulta in calo rispetto al bollettino diffuso ieri, la percentuale dei positivi-tamponi appare aumentata, pari al 17,4 per cento contro il 16,3 registrato sabato 14 novembre (Qui il bollettino completo).

Ore 15,10 – Istituto tumori Milano, “In Italia il Covid circola da settembre 2019” – Secondo uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e dell’Università di Siena, pubblicato sulla rivista Tumori Journal, il Sars Cov2 circola in Italia già dal settembre 2019 tra individui asintomatici. Lo studio ha analizzato la presenza di “anticorpi specifici del dominio di legame del recettore Sars-Cov2 (Rbd)” in campioni di sangue di 959 individui asintomatici arruolati in uno studio prospettico di screening del cancro del polmone tra settembre 2019 e marzo 2020 per monitorare la data di insorgenza, frequenza, e variazioni temporali e geografiche nelle regioni italiane. Ebbene, anticorpi specifici per Sars-Cov-2 Rbd sono stati rilevati in 111 individui su 959 (11,6%), a partire da settembre 2019 (14%), con un cluster di casi positivi (30%) nella seconda settimana di febbraio 2020 e numero più alto (53,2%) in Lombardia.

Ore 13,45 – Boccia: “Ospedali da campo in Puglia, Calabria e Molise” – “Dopo Calabria e Molise ieri anche la Regione Puglia ha inoltrato alla Protezione civile la richiesta di un ospedale da campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria; l’Esercito, a cui va sempre il nostro grazie così come alla Croce Rossa italiana, attiverà nelle prossime ore 40 posti letto a Barletta, comprensivi di tutti i servizi, terapia intensiva e tamponi compresi, che allenteranno la pressione sulle reti sanitarie pugliesi”. Lo afferma il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

Ore 12,45 – Nuoro, sit-in di protesta dei sindaci contro la Regione – I sindaci del Nuorese questa mattina hanno dato vita a un sit-in silenzioso nel cortile dell’ospedale San Francesco, a Nuoro, per denunciare le deficienze del settore sanitario. In particolare, i primi cittadini hanno puntato l’indice contro la gestione del Covid-19 da parte dell’Ats, l’azienda regionale per la tutela della salute. “A oggi – spiegano – non abbiamo dati immediati sui positivi Covid-19, così da porre in essere le misure comunali per il controllo della catena di contagio e l’adozione di norme specifiche per il contenimento del virus. Altra cosa, le attese a bordo di un’ambulanza, che superano anche un’intera giornata, a cui sono costretti i malati di Covid, per poter fare il tampone”. I primi cittadini contestano anche la decisione dell’Ats di spostare di piano il reparto di Oncologia al San Francesco, perché convinti che sia pregiudizievole nei confronti dei pazienti e della possibilità di una soddisfacente somministrazione delle cure.

Ore 11,30 – Sassoli: “L’Europa deve cancellare i debiti per Covid” – “L’Europa deve cancellare i debiti contratti per il Covid”. Lo suggerisce David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. “É un’ipotesi di lavoro interessante, da conciliare con il principio cardine della sostenibilità del debito. Nella riforma del Patto di Stabilità dovremo concentrarci sull’evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito”, dice Sassoli, intervistato dal quotidiano La Repubblica. Il Mes? “Così non lo prenderà nessuno”. Leggi l’articolo completo.

Ore 08,45 – De Luca: “Il Governo ha scelto la linea sbagliata” – “​Il Governo ha scelto la linea sbagliata nella rincorsa al Covid-19”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una intervista al quotidiano Libero. “Se rivotiamo domani, anziché il 70%, prendo l’80% dei consensi”, osserva il governatore. “Nessuno confonda i propri desideri con la realtà, oggi in difficoltà è chi ha partecipato a una campagna di sciacallaggio politico e mediatico contro la Campania”. De Luca sostiene che la situazione degli ospedali campani è “di buona tenuta in un quadro di generale pesantezza”. “Abbiamo attuato col rigore assoluto un piano ospedaliero definito già ad agosto con i nostri direttori generali”, assicura il presidente della Regione. Leggi l’articolo.

Ore 07,30 – Speranza: “Parlare ora di Natale è lunare” – “Parlare ora, con 600 morti al giorno, di cosa faremo la notte di Natale mi sembra lunare. Oggi è giusto occuparci di come dare un po’ di respiro ai nostri medici e infermieri. Non mi sembra il momento di discutere delle festività natalizie”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una intervista al quotidiano La Repubblica.

CORONAVIRUS, COSA È SUCCESSO IERI IN ITALIA

Il bollettino della Protezione Civile di sabato 14 novembre – Sabato 14 novembre il consueto bollettino sul Coronavirus in Italia – diffuso da Protezione Civile e dal Ministero della Salute – ha registrato 544 morti e 37.255 nuovi casi a fronte di 227.695 tamponi effettuati. Sono 688.435 le persone attualmente positive, mentre dall’inizio della pandemia si contano 44.683 morti e  411.434 guariti, per un totale di 1.144.552 casi registrati. Dei 688.435 attualmente positivi, 31.398 (+484 rispetto al giorno precedente) sono ricoverati in ospedale,  3.306 (+76) necessitano di terapia intensiva, mentre 653.731 (+23.949) si trovano in isolamento domiciliare. (Qui il bollettino completo).

Locatelli: “Si inizia a vedere una chiara decelerazione” – Cala l’indice di Rt e il numero di ricoveri in terapia intensiva per il quarto giorno di fila. Lo hanno detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio delle Regioni della Cabina di regia e sulla situazione epidemiologica. Ieri le terapia intensive erano cresciute di 60 unità, 89 il giorno prima, 110 tre giorni fa e 122 quattro giorni fa. “Cominciamo a vedere in maniera chiara e inequivocabile una decelerazione che deve essere motivante ad andare nella direzione di riuscire col contributo di tutti a far flettere la curva epidemica”, hanno osservato Locatelli e Rezza. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha aggiunto: “Da un lato c’è l’indicazione che le misure funzionano. Ma il numero di casi è ancora significativo, per cui non si vede allentare la tensione”.

Rezza: “Piano su distribuzione vaccino insieme a Regioni” – “Per quanto riguarda la locazione di priorità, l’identificazione di target vaccinali, i siti, chi vaccina e chi dove c’è un gruppo coordinato dalla direzione della prevenzione sanitaria che ha approntato una bozza di piano, sulla quale c’è una riflessione insieme alle Regione e si sta quindi perfezionando. Nei prossimi giorni comunque di sicuro il ministro ne darà conoscenza”. Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, rispondendo a una domanda sui criteri di distribuzione del vaccino anti-Covid quando arriverà.

Natale, c’è l’ipotesi di eliminare il coprifuoco – Il Governo lavora al dossier Natale. Il calo dell’indice Rt fatto registrare venerdì (da 1,7 a 1,4) fa ben sperare l’esecutivo su un rallentamento della curva epidemica e nell’esecutivo si valuta un allentamento delle misure restrittive almeno per i giorni delle Festività. Tra le ipotesi più accreditate, secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe quella di eliminare il coprifuoco dalle 22 alle 5 in modo da consentire lo svolgimento di cene in famiglia. Da escludere, al momento, limitazioni rigide sui parenti che si potrà o non potrà incontrare, ma potrebbe esserci una raccomandazione più generica raccomandazione circa il numero di persone sedute a tavola.

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