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Coronavirus in Italia, ultime notizie. La Difesa convoca 70 delegati a Roma per il 13 maggio, Siam: “Decisione molto grave”

Tutte le ultime news sul Covid-19 in Italia

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 10 Mag. 2020 alle 07:05 Aggiornato il 10 Mag. 2020 alle 18:40
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Immagine di copertina

Coronavirus in Italia: le ultime notizie di oggi in tempo reale

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – Sono sempre meno in Italia i contagi da Coronavirus, con l’ultimo bollettino della Protezione civile che ha parlato di 84.842 (-3.842 rispetto al giorno prima) persone attualmente positive al Covid-19. A non vedere una consistente diminuzione, però, è il numero di vittime dell’epidemia, che in Italia sono arrivate a 30.395 (+194). Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito, invece, le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus di oggi, domenica 10 maggio 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 18.40 – Siam, “grave Stato Maggiore che convoca 70 a Roma” – “Lo Stato Maggiore della Difesa ha convocato in presenza a Roma 70 delegati della rappresentanza militare per il prossimo 13 maggio, contrariamente a quanto stabilito dai recenti DPCM del Governo che vietano categoricamente la possibilità  di svolgere riunioni, meeting e convegni di ogni genere”. Lo afferma il Sindacato aeronautica militare (Siam), definendo “molto grave questa decisione, in un momento come questo dove tutto il Paese e le forze armate stanno facendo un grande sforzo per uscire dall’emergenza e limitare al massimo i contagi”. “I militari convocati a Roma per una riunione con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, provenendo da diverse parti d’Italia – prosegue la nota – contribuiscono ad aumentare esponenzialmente il rischio di contagio come in una reazione a catena inarrestabile. È tanto più inaccettabile – continua il SIAM – che questo avvenga mentre la stessa amministrazione vieti a centinaia di colleghi il diritto di andare in licenza per vedere le proprie famiglie solo perché queste si trovano in altre regioni. Paradossalmente viene convocata una assurda ed inspiegabile riunione che invece potrebbe svolgersi comodamente in videoconferenza così come le tante conferenze governative e dei massimi vertici militari”. “Auspichiamo – conclude la nota – che lo Stato Maggiore della Difesa ritiri immediatamente questa pericolosa  convocazione e non metta a rischio la salute di molti militari e delle proprie famiglie”.

Ore 18 – Il bollettino della Protezione Civile – Sono 83.324 (-1.518) le persone attualmente positive al Covid-19 in Italia, 30.560 (+165) i decessi e 105.186 (+2.155) i guariti, per un totale di 219.070 (+802) casi: è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diffuso dalla Protezione Civile inerente all’epidemia di Coronavirus nel nostro Paese. Dei 83.324 attualmente positivi, 13.618 (-216) sono ricoverati in ospedale, 1.027 (-7) necessitano di cure nei reparti di terapia intensiva, mentre 68.679 (-1.295) sono in isolamento domiciliare.

Continua dunque il decremento delle persone attualmente positive e l’aumento di quelle guarite. Rispetto alla giornata di ieri, infatti, sono 1.518 (ieri erano -3.842) le persone in meno tra gli attuali positivi, mentre oggi si registrano 105.186 guariti (ieri erano stati 103.031). In diminuzione i morti. Oggi si registrano, infatti, 165 morti (ieri erano stati 196). Si conferma, trend ormai consolidato da settimane, il decremento sia degli ospedalizzati che dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Per quanto riguarda gli ospedalizzati, infatti, oggi si registra un -216 (ieri erano -802), mentre il numero dei ricoverati nelle terapie intensive scende di 7 unità (ieri erano stati -132). Calano anche gli isolamenti domiciliari: -1.295 oggi, ieri -2.183.

Ore 14.00 – Controlli polizia, ieri 2.081 persone sanzionate –  Le forze di polizia impegnate nelle verifiche per il rispetto delle misure di contenimento del Covid-19 nella giornata di ieri hanno controllato 162.299 persone delle quali 2.081 sanzionate amministrativamente, 21 denunciate per false dichiarazioni o attestazioni, 10 per inosservanza del divieto di allontanarsi dall’abitazione per quarantena. Le attività controllate sono state 53.643 con 178 esercizi sanzionati e 20 provvedimenti di chiusura.

Ore 12.30 – Il bollettino dell’ospedale Spallanzani – “In questo momento sono ricoverati presso il nostro Istituto 123 pazienti legati al Covid-19, di cui 79 positivi e 44 sottoposti ad indagini”. Così si legge nel bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani. L’ospedale romano precisa che “10 pazienti necessitano di supporto respiratorio. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 418. I pazienti ricoverati positivi al nuovo Coronavirus, con età maggiore di 65 anni, guariti e dimessi, sono ad oggi 176”.

Ore 11.40 – Cicchitto su Silvia Romano: “Tutti bravi a fare gli eroi con la vita degli altri” – “Guai a volere la botte piena e la moglie ubriaca: Silvia Romano e’ stata salvata dai nostri servizi in collaborazione con altri, ed e’ inutile stare a sottilizzare sul come e comunque una vita vale di più di qualche milione di euro”. Lo dichiara Fabrizio Cicchitto (Presidente Riformismo e Libertà) che aggiunge: “A suo tempo ruppero le scatole anche a Berlusconi sul rapimento Sgrena – purtroppo con la morte di Calipari straordinario salvatore dello Stato – ma quello che ha contato e’ che la giornalista e’ stata salvata: sono tutti bravi a fare gli eroi con la vita degli altri”.

Ore 09.30 – Matteo Salvini: “Un abbraccio a Silvia Romano” – Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato nella serata di ieri la liberazione della cooperante italiana Silvia Romano. Questo il suo tweet. “Bentornata a casa Silvia Romano! Un abbraccio a lei, alla sua famiglia e ai suoi amici. E un ringraziamento agli straordinari operatori dei Servizi Segreti Italiani!”. Salvini non ha invece scritto post su Facebook per commentare la vicenda.

Ore 07.45 – Calderol (Lega): “Rimpatriare anche bloccati da Covid” – “Benissimo che lo Stato abbia investito molto per ottenere la liberazione di Silvia Romano, e adesso per organizzare il suo rientro. Ma ora vogliamo che lo Stato metta lo stesso impegno e le stesse risorse per tutti quei nostri connazionali che ad oggi risultano ancora bloccati all’estero per l’emergenza Covid, che sono bloccati in altri continenti, e stanno chiedendo di essere rimpatriati”. Così il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli (Lega).

Ore 07.00 – Consiglio ministri: approvato dl scarcerazioni. I contenuti – l Consiglio dei Ministri, nella tarda serata di ieri, ha approvato il dl sulle scarcerazioni. Il decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di detenzione domiciliare o differimento dell’esecuzione della pena, nonché in materia di sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari, per motivi connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, di persone detenute o internate per delitti di criminalità organizzata di tipo mafioso o terroristico o per delitti di associazione a delinquere legati al traffico di sostanze stupefacenti o per delitti commessi avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l’associazione mafiosa, nonché di detenuti e internati sottoposti al regime previsto dall’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, nonché, infine, in materia di colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati. Il decreto modifica il regime relativo al beneficio della detenzione domiciliare per gli imputati in custodia cautelare e per i condannati, nonché, per questi ultimi, a quello del differimento della pena, nei casi di reati associativi a fini sovversivi, di terrorismo, di tipo mafioso o connessi al traffico di stupefacenti.

Il testo prevede che, nel caso in cui tali benefici siano concessi per motivi connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, il magistrato di sorveglianza o il tribunale di sorveglianza che ha adottato il provvedimento, acquisito il parere del Procuratore distrettuale antimafia del luogo in cui è stato commesso il reato e, in specifici casi, del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, valuta la permanenza dei motivi legati all’emergenza sanitaria entro il termine di quindici giorni dall’adozione del provvedimento e, successivamente, con cadenza mensile. La valutazione è effettuata immediatamente, anche prima della decorrenza dei termini indicati, nel caso in cui il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria comunichi la disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta adeguati alle condizioni di salute del detenuto o dell’internato ammesso alla detenzione domiciliare o ad usufruire del differimento della pena.

Inoltre, il testo prevede che, ai fini dell’eventuale revoca del beneficio, l’autorità giudiziaria debba prima sentire l’autorità sanitaria regionale, in persona del Presidente della Giunta della Regione, sulla situazione sanitaria locale e acquisire, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, informazioni in ordine all’eventuale disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato o l’internato ammesso alla detenzione domiciliare o ad usufruire del differimento della pena possa riprendere la detenzione o l’internamento senza pregiudizio per le sue condizioni di salute.

L’autorità giudiziaria provvede quindi a valutare se permangano i motivi che hanno giustificato l’adozione del provvedimento di ammissione alla detenzione domiciliare o al differimento di pena, nonché la disponibilità di altre strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta idonei ad evitare il pregiudizio per la salute del detenuto o dell’internato. Il provvedimento con cui l’autorità giudiziaria revoca la detenzione domiciliare o il differimento della pena è immediatamente esecutivo. Tale normativa si applica anche ai provvedimenti già adottati. Infine, il decreto prevede che, al fine di consentire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie idonee a prevenire il rischio di diffusione del COVID-19, negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, a decorrere dal 19 maggio e sino al 30 giugno 2020, i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati, possono essere svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica.

Il direttore dell’istituto penitenziario e dell’istituto penale per minorenni, sentiti, rispettivamente, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria e il dirigente del centro per la giustizia minorile, nonché l’autorità sanitaria regionale in persona del Presidente della Giunta della Regione stabilisce, nei limiti di legge, il numero massimo di colloqui da svolgere con modalità in presenza, fermo il diritto dei condannati, internati e imputati ad almeno un colloquio al mese in presenza di almeno un congiunto o altra persona.

Ore 06.30 – Bonafede: “Dallo stato ferma lotta alla mafia” – “Ribadiamo con fermezza quanto lo Stato sia impegnato nella lotta alla mafia. Un impegno che continuiamo a portare avanti, in onore della memoria di chi su questo terreno ha perso la vita e i propri affetti, nonché per il futuro dei nostri figli”. Lo dichiara il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo l’approvazione del decreto legge oggi in Cdm. “Nessuno può pensare di approfittare dell’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus per uscire dal carcere. E’ un insulto alle vittime, ai loro familiari e a tutti i cittadini, che in questo momento stanno anche vivendo le tante difficoltà della pandemia”, ha aggiunto Alfonso Bonafede. “I magistrati applicano le leggi e, come sempre, io rispetto la loro autonomia e indipendenza. Da stasera c’è una nuova norma che mette ordine alla situazione. In un momento così straordinario si stava andando avanti con vecchi strumenti. Ma in momenti straordinari, servono provvedimenti straordinari”.

CORONAVIRUS ITALIA – COSA È SUCCESSO IERI

Calabria, accolto il ricorso del governo contro la riapertura di bar e ristoranti – Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso del governo contro l’ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli che consentiva la riapertura di bar e ristoranti con servizio ai tavoli se all’aperto. “Prendiamo atto della decisione del Tar, ma non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca inevitabilmente una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo due mesi di lockdown e dopo immensi sacrifici da parte dei cittadini”, è stato il commento della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli. “Una scelta così importante – ha aggiunto – spetta alla Corte costituzionale, l’unico organo in grado di fare chiarezza sul rapporto tra governo centrale e Regioni. Valuteremo, pertanto, la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. Il Governo Conte, comunque, ha poco da esultare: si tratta di una vittoria di Pirro che calpesta i diritti dei cittadini, dopo che per 11 giorni l’ordinanza ha avuto validità”. Qui l’articolo completo.

Lega: “Aprire le frontiere per gli incontri tra congiunti” – “A numerosi cittadini è impedito da mesi di incontrare i propri cari, a volte distanti solo poche decine di chilometri, perché una parte della famiglia o della coppia risiede in Italia e l’altra in un altro Paese. Ritengo indispensabile prevedere la riapertura delle frontiere alle coppie e alle famiglie consentendo la visita in sicurezza ai congiunti per i molti italiani che hanno spostato la propria residenza anagrafica per ragioni lavorative e familiari, mantenendo in Italia centri affettivi significativi”. Così Eugenio Zoffili, deputato della Lega e presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. “Facendo appello all’articolo 29 della nostra Costituzione, che riconosce specificatamente i diritti della famiglia – ha proseguito Zoffili -, ho presentato insieme ai colleghi della Lega Formentini, Murelli, Bazzaro, Coin, Giglio Vigna, Maggioni, Billi, Comencini, Di San Martino, Grimoldi, Picchi, Ribolla e Locatelli un Ordine del Giorno al DL Covid in discussione alla Camera dei deputati. Con questo atto parlamentare chiediamo al governo di adottare misure anche di carattere normativo al fine di prevedere per i cittadini italiani residenti all’estero l’ingresso temporaneo in Italia per incontrare congiunti, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera A) del Dpcm 26 aprile 2020, con le medesime modalità di cui all’ art. 5 del suddetto decreto. Lo stesso problema riguarda anche cittadini che lavorano o risiedono nel nostro Paese ma che hanno i propri affetti al di là del confine, situazione spiacevole che il Governo deve risolvere al più presto”.

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