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Ansia, insonnia, irritabilità: gli effetti della quarantena sulla salute mentale

Gli effetti devastanti che l'isolamento forzato può avere sulla nostra mente

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 3 Apr. 2020 alle 11:30
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Coronavirus, gli effetti della quarantena sulla salute mentale

Ansia, insonnia, irritabilità: sono solo alcuni degli effetti che la quarantena, causata dall’epidemia di Coronavirus in Italia, potrebbe provocare nei prossimi mesi sulla nostra salute mentale. Lo sostiene Valentina Di Mattei, psicologa clinica e docente all’Università Vita e Salute dell’ospedale San Raffaele di Milano, che è stata intervistata dal Corriere della Sera. Secondo la psicologa, infatti, “in quarantena decadono abitudini consolidate e spesso si è separati dagli affetti, quindi i due aspetti cruciali sono il senso di noia e l’isolamento. A questo in molte persone si aggiunge lo stress per il lavoro e la preoccupazione per gli effetti economici sulle loro attività. Il modo di affrontarli cambia molto in base alle risorse interiori personali, ma in generale i disagi che ne derivano sono un calo del tono dell’umore, maggiori livelli di ansia e paura, irritabilità, insonnia, confusione mentale e disturbi cognitivi, che vanno dalla difficoltà a mantenere la concentrazione alla ridotta attenzione”.

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I sintomi, però, possono verificarsi anche a diversi mesi dalla fine della quarantena. Valentina Di Mattei, infatti, afferma: “Gli effetti sulla salute mentale possono presentarsi anche mesi dopo la conclusione della quarantena. Poi con il tempo sono destinati a diminuire, ma l’ansia e i comportamenti di evitamento ce li porteremo dentro per un po’ di tempo anche dopo la fine dell’isolamento. Per mesi ci “scatterà l’allarme” quando capiterà di trovarsi di fronte a persone che tossiscono o in luoghi molto affollati”. Per combattere i possibili effetti sulla nostra salute mentale bisogna “cercare di rendere meno ‘isolata’ la quarantena e ridurre la distanza affettiva che ci fa soffrire usando i mezzi disponibili, dalle videochiamate alle telefonate più frequenti”. Per i bambini, invece, secondo la piscologa è importante “strutturare la giornata, con lo spazio definito per i compiti e i giochi”.

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