“Non siamo eroi, siamo gli stessi che picchiavi fino a poco tempo fa”: il video polemico degli infermieri di Bologna

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 5 Giu. 2020 alle 13:28 Aggiornato il 5 Giu. 2020 alle 14:00
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Infermieri di Bologna: “Non siamo eroi, ci picchiavi fino a poco fa” | VIDEO

“Non siamo eroi, siamo infermieri“: ha un fortissimo impatto il video realizzato dal personale sanitario dell’ospedale Maggiore di Bologna, che si è scagliato contro la dialettica – emersa in questi mesi di emergenza Coronavirus in Italia – che vede medici e infermieri come “angeli della corsia”. Ma loro non ci stanno e sono gli stessi infermieri, inquadrati nel filmato, a spiegare il motivo: “Siamo quelli contro cui fino a qualche mese fa urlavi contro, che hai insultato per 30 anni per le tue lunghe attese, che hai denunciato, che lavorano a Natale e anche a Ferragosto, che hai minacciato quando ti hanno dato un codice bianco, che ti hanno soccorso quando ti sei messo alla guida ubriaco, che volevi picchiare, a cui hai lanciato un monitor, che hai mandato a quel paese, che accudiscono i tuoi genitori quando non ci sei. Non siamo eroi”.

All’inizio del filmato, realizzato da Antonio Capodieci, c’è uno stralcio dell’intervento del premier Giuseppe Conte alla Camera dello scorso 25 marzo. In quell’occasione, il premier ha dedicato un applauso a tutti i medici e infermieri d’Italia. Subito dopo, però, partono le immagini all’interno degli ospedali. Scene di ordinaria follia, come un paziente che picchia un’infermiera o interi reparti messi a soqquadro dall’ira dei parenti dei malati. In mezzo, gli applausi dai balconi e le volanti della polizia che si fermano davanti all’ospedale Maggiore dedicando un lungo applauso agli operatori sanitari.

Una continua contrapposizione su cui ha voluto porre l’accento l’autore del video: “Abbiamo sempre fatto il nostro lavoro – ha dichiarato – con dedizione e sacrificio, come è sempre accaduto. Ora ci esaltano e ci innalzano ad eroi, quando solo poco più di tre mesi fa dovevamo difenderci da denunce, aggressioni verbali e fisiche. Sentivo l’esigenza di sottolineare che l’infermiere è una professione che lotta fra la vita e la morte, fra gioia e dolore da sempre e ne siamo orgogliosi”.

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