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Bergamo, finiti i posti in terapia intensiva: gli alpini porteranno il loro ospedale da campo

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Coronavirus, gli alpini costruiranno un ospedale a Bergamo

L’Associazione Nazionale Alpini allestirà alla Fiera di Bergamo il più grande ospedale da campo d’Europa, già sperimentato dall’associazione per far fronte ad altre calamità, come lo tsunami in Sri Lanka e la guerra in Kosovo. Nel caso di questa emergenza, gli alpini adatteranno la struttura alle necessità di una delle province più colpite dal Coronavirus, dove dall’inizio dell’epidemia a oggi circa 4mila persone sono state contagiate, sono finiti i posti letto in terapia intensiva e il bilancio dei morti è in continuo aumento.

L’ospedale da campo dispone al momento di due reparti di pronto soccorso, centri di radiologie, sale operatorie e terapia intensiva, che verranno tutti riconvertiti per aiutare la respirazione dei malati di Codiv-19 ed arrivare a offrire oltre 300 posti. I mezzi per costruirlo si trovano già alle porte di Bergamo, a ridosso dell’aeroporto di Orio al Serio, e toccherà a quasi 350 operatori specializzati allestirlo e farlo funzionare. I volontari dell’Ana sono in grado di montare un ospedale leggero in meno di tre ore, ma questa volta l’impiego sarà più massiccio: avranno a disposizione tendoni e 14 moduli container che si uniranno per formare un unico ospedale, considerato oggi “la struttura sanitaria campale più importante d’Europa”.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, già duemila ex alpini si sono mobilitati per aiutare le zone in difficoltà, e in Veneto stanno contribuendo a rimettere in funzione cinque ospedali dismessi. Altri volontari dell’Ana in tutto il nord stanno facendo il possibile, dal monitoraggio dei parchi chiusi alla distribuzione di cibo e medicinali agli anziani chiusi in casa.

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