Ius soli, Conte chiude ogni discussione: “Non è nel contratto di governo”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 14:06 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:40
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Immagine di copertina

Il premier Giuseppe Conte stoppa ogni polemica, e al tempo stesso ogni apertura, sulla questione dello ius soli scegliendo la posizione di Di Maio: “Non è nel contratto di governo”.

Per il presidente del Consiglio, che evita così ogni eventuale dissidio interno al governo Lega-M5s, “lo ius soli apre una prospettiva diversa”, ma la nascita in determinato luogo “è un criterio che di per sé non vale molto. Può essere anche solo una una mera occasione geografica”.

Quello che è mancato in Italia, sostiene Conte, “con la politica degli anni scorsi e gli sbarchi incontrollati” è una “non politica dell’integrazione”, ha spiegato.

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“L’accoglienza indiscriminata è uguale a non accoglienza e mancata integrazione che crea paura e diffidenza verso l’altro”. Oggi bisogna “lavorare sull’integrazione più che in passato”.

Come governo “siamo nati con un contratto” che non prevede come materia lo ius soli “io auspico che si avvii una riflessione serena, dove non ci siano reazioni emotive”, si può anche valutare la prospettiva di una nascita sul territorio italiano ma deve essere “collegata ad un percorso di integrazione serio”.

Per Conte “la politica sull’immigrazione non può ridursi allo sbarco. Quando ci sono gli sbarchi è già una sconfitta perché vuol dire che ci sono persone disperate che mettono a rischio la propria vita. Molti han trovato la morte. In passato l’Italia e l’Europa non hanno brillato per efficace delle risposte. È un fatto che l’Italia, inserita in un organismo sovranazionale, è stata lasciata sola e anche Junker ha riconosciuto che l’Italia ha salvato l’onore dell’Europa. Stiamo lavorando perché uno sbarco in Grecia, a Malta o Spagna sia considerato uno sbarco in Europa”.

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