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Chi è Antonio De Marco, il 21enne di Lecce che ha ucciso Eleonora Manta e Daniele De Santis

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 29 Set. 2020 alle 16:04 Aggiornato il 29 Set. 2020 alle 16:16
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Chi è Antonio De Marco, 21enne di Lecce che ha ucciso Daniele De Santis ed Eleonora Manta

Antonio De Marco, ragazzo di 21 anni di Casarano, in provincia di Lecce, ha confessato di essere l’autore del duplice omicidio del giovane arbitro Daniele De Santis e della sua compagna Eleonora Manta, uccisi con decine di coltellate nella casa dove si erano trasferiti il 21 settembre scorso. Secondo quanto è emerso nelle ultime ore, il ragazzo avrebbe detto agli investigatori che il suo gesto è stato dovuto all’invidia che provava nei confronti dei due fidanzati: “Ho fatto una cavolata – avrebbe detto – e so di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia”.

De Marco era stato per un periodo coinquilino delle due vittime. Studente di Scienze infermieristiche all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, secondo gli inquirenti ha premeditato a lungo il duplice delitto. “L’arrestato – si legge nel decreto di fermo – ha un’indole violenta, non ha avuto nessuna pietà. Il delitto è stato realizzato con spietatezza e in assenza di compassione per mero compiacimento sadico, in un contesto di macabra ritualità. Il killer è insensibile a ogni richiamo di umanità”. Il ragazzo voleva immobilizzare De Santis e la compagna con delle fascette, torturarli e ucciderli.

Aveva vissuto nell’appartamento di via Montello per circa un mese, dal 30 ottobre al 30 novembre del 2019. Secondo quanto riferito da Eleonora a una amica, però, la convivenza sarebbe stata molto complicata. Nel luglio scorso, invece, De Marco aveva chiesto nuovamente a Daniele De Santis ed Eleonora Manta di tornare nuovamente in affitto nella stanza di casa loro. Nello stesso periodo, il 21enne ha affidato a Facebook una frase – tratta da un blog di psicologia – che oggi appare come un oscuro presagio: “Desiderio di vendetta, un piatto da servire freddo. E’ vero che la vendetta non risolve il problema, ma per pochi istanti ti rende soddisfatto”.

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