Chef cerca casa in affitto a Roma, l’agenzia risponde: “Niente gay, neri e animali”

"Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler", racconta il ragazzo

Di Antonio Scali
Pubblicato il 3 Dic. 2019 alle 09:29 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:20
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Giovane chef cerca una casa in affitto a Roma, l’agenzia: “Niente gay, neri e animali”

Si chiama Luca Neves, è un giovane chef di origini capoverdiane ma nato a Roma, e stava cercando un monolocale in affitto nella Capitale. Mai, però, si sarebbe aspettato una risposta del genere da parte dell’agenzia immobiliare. Dopo aver trovato un annuncio che reputava interessante, infatti, il cuoco si è sentito rispondere dall’agenzia che il proprietario dell’appartamento aveva posto dei vincoli quanto meno discutibili: “Niente gay, neri o animali”.

“Volevo affittare un monolocale a Roma, ma il proprietario non affitta la sua casa ‘a neri, gay e animali. Me lo ha detto l’agenzia immobiliare, che era mortificata. Io sono rimasto di ghiaccio. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler. Ho subìto spesso episodi di razzismo, ma non avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto. Negarmi una casa in affitto solo per il mio colore di pelle”, racconta il cuoco Luca Neves in un’intervista all’Adnkronos.

“Stavo cercando un monolocale dove andare a vivere a Roma. Così mi sono rivolto a una agenzia immobiliare della Capitale. Ho chiamato per avere ulteriori notizie sul prezzo e su altro, ma a un certo punto l’impiegata ha iniziato a farmi delle domande, molte domande. Sul nome e cognome, sulle mie origini. Fino a dirmi che il proprietario dell’immobile, un signore anziano, ha chiesto specificamente di non volere affittare la casa a ‘neri, gay e lesbiche e ad animali’. Come ai tempi del Fuhrer Hitler, insomma. Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Ci sono rimasto malissimo. Io sono nero e ho pure un cane, quindi quella casa me la posso scordare”, racconta ancora lo chef.

Intanto il suo avvocato ha annunciato una denuncia-querela nei confronti del proprietario per “discriminazione razziale“. “L’agenzia ha ricevuto dal proprietario della casa, un monolocale, delle direttive ben precise. Non vuole né persone di colore né gay o lesbiche. E l’impiegata, mortificata, mi ha detto che tempo fa una coppia di lesbiche, pur di prendere la casa, non ha detto che fosse una coppia omosessuale. Ma dopo tempo è venuto fuori e hanno dovuto lasciare la casa”.

Il suo legale Alì Listì Liman spiega: “Sarò al fianco di Luca Neves perché insulti, offese, che sfociano in un razzismo dilagante non può più essere tollerato. Qui non si parla di libertà di scelta o di espressione. È ben altro. Questo modo di fare non può più essere tollerato. Non può più essere consentito. Il razzismo deve essere denunciato in modo da far comprendere che il problema non sono le vittime del razzismo stesso, ma i carnefici che si macchiano di tale atteggiamento. E questo sarà solo l’inizio. Il razzismo è un crimine“.

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