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Casal Bruciato, barriera umana per fermare i rom. Scontri e minacce in strada

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 7 Mag. 2019 alle 19:38 Aggiornato il 9 Mag. 2019 alle 00:51
Immagine di copertina
Le forze dell'ordine a Casal Bruciato Credits: Stefano Fasano

Casal Bruciato Rom scontri | Tensioni a Casal Bruciato, periferia est della capitale, contro l’assegnazione di una casa popolare a un nucleo familiare bosniaco. (Qui la vicenda riassunta). Le proteste sono state cavalcate da CasaPound.

Le forze dell’ordine sono in assetto antisommossa per cercare di fermare lo scontro tra chi non vuole la famiglia Rom a Casal Bruciato (compresi i militanti di CasaPound) e i cittadini che si schierano invece a favore dei nomadi (compreso il movimento di sinistra Asia per il diritto alla casa).

Due fazioni opposte, due slogan diversi: “Il quartiere non vi vuole, buffoni”, gridano i militanti di Casapound nel cortile insieme ai residenti .

“Hanno il permesso di stare lì dentro al presidio? Fascisti di merda”, urlano i manifestanti di Asia dall’altra parte del cancello.

La famiglia nomade ha trascorso la giornata del 6 maggio tra le urla di circa 50 persone rimaste tutto il giorno a protestare in strada contro la loro permanenza, e tutta la notte nello scarno appartamento di via Sebastiano Satta, senza né luce né gas.

Come ha detto il capofamiglia Imer a TPI: “Non mando i miei figli a scuola perché ho paura. Siamo molto spaventati: addirittura i bambini più piccoli tremano da questa mattina” (qui l’intervista completa).

Stamani Senada e Imedr, madre e padre della famiglia, sono usciti dall’appartamento nel quale erano asserragliati da 24 ore e sono stati investiti da una nuova pioggia di minacce e insulti.

Martedì 7 maggio le rivolte infatti non si sono placate, anzi. Dai residenti sono state pronunciate frasi shock come: “Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati” o “Deve tornare Mussolini” hanno detto alcune donne radunate nel cortile condominiale proprio di via Satta (qui la ricostruzione delle proteste del 7 maggio a Casal Bruciato).

Il responsabile di Casapound del municipio V, Giuseppe Di Silvestre, ha convocato un’assemblea pubblica in vista della manifestazione prevista per mercoledì 8 maggio in piazza Balsamo Crivelli.

Nel frattempo, volano minacce di morte tra le due fazioni della protesta.

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Intorno alle 19 di martedì 9 maggio è arrivata sul luogo Roberta della Casa, presidente del quarto Municipio.

Intanto anche militanti di Fratelli d’Italia, tra cui Adriano Ceroni, sono arrivati nella zona calda delle proteste.

*da Casal Bruciato Stefano Fasano per TPI

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