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Cosa succede a Casal Bruciato: una ricostruzione delle proteste nella periferia di Roma

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Mag. 2019 alle 18:03 Aggiornato il 10 Mag. 2019 alle 14:03
Immagine di copertina
Casal Bruciato, la famiglia rom affacciata alla finestra. In strada le proteste

Casal Bruciato Rom | Oggi | Scontri | Ricostruzione | Cosa è successo 

Casal Bruciato, periferia est di Roma, è il nuovo terreno di scontro per il problema dell’integrazione della minoranza Rom nella Capitale.

Stanno accadendo proteste, sit in e scontri in strada, ma cosa sappiamo esattamente finora?

Dopo le violente proteste di CasaPound che si sono tenute ad aprile nel quartiere di Torre Maura (qui una ricostruzione di ciò che è accaduto a Torre Maura), l’attuale bersaglio è una famiglia rom a Casal Bruciato.

Di seguito, la diretta di TPI da Casal Bruciato:

Casal Bruciato Roma

Inchiesta per istigazione all’odio razziale – La procura di Roma ha aperto un fascicolo di inchiesta sul caso di Casal Bruciato. Il reato di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale” riguarda l’articolo 604 bis del codice penale italiano (qui i dettagli sull’inchiesta della procura).

Sono state identificate giovedì 9 maggio le persone che hanno minacciato e insultato la famiglia nomade. Sotto accusa anche chi ha urlato, rivolgendosi alla mamma della famiglia rom, Senada: “Tr**a, ti stupro!” (qui la notizia delle denunce).

Lo scoppio della rivolta – Tutto è iniziato lunedì 6 maggio 2019, quando l’assegnazione di una casa popolare ad una famiglia di nomadi ha fatto scoppiare delle proteste in strada.

La famiglia proviene dal campo nomade La Barbuta ed è composta da 14 persone: il padre Imer di 40 anni, la madre Senada e 12 figli. La più piccola di loro ha 3 anni e il più grande 21 (TPI ha intervistato il capofamiglia, Imer).

rom casal bruciato
Due componenti della famiglia di Imer alla finestra
Credits: Stefano Fasano

Alle 10 di mattina del 6 maggio la famiglia è arrivata in Via Sebastiano Satta 20, luogo dell’alloggio regolarmente assegnato attraverso una graduatoria, e si è trovata davanti al portone circa cinquanta persone in rivolta.

Tra i cittadini indignati, fin dall’inizio sono presenti alcuni militanti di Casapound.

Famiglia rom Casal Bruciato

La casa popolare –  “Qui non possiamo stare”, hanno dichiarato i componenti della famiglia di nomadi spaventati (qui i dettagli sulla decisione di lasciare l’appartamento). Ma la decisione di voler lasciare il quartiere è stata subito smentita dal più grande dei figli.

Il quartiere è una zona di Roma abbastanza residenziale, con negozi e palazzi bassi.

L’accoglienza, fin dall’inizio, non è stata delle migliori: oltre agli insulti, nell’alloggio popolare di 100 metri quadri non vi era né luce né gas. L’appartamento è tuttora vuoto, ci sono solo dei materassi a terra.

La vicina di casa della famiglia Rom, anche lei assegnataria di un alloggio popolare, è tra i residenti più accaniti nella protesta. Si è schierata dalla parte di CasaPound e ha addirittura preparato pasti caldi per i militanti in questi giorni.

“Hanno detto a mio figlio ‘vi buttiamo una bomba’, non ci sentiamo sicuri qui”. Queste le parole di Imer, 40 anni, bosniaco, padre della famiglia, intervistato da TPI.

Casal Bruciato scontri

Gli insulti di CasaPound – È il partito politico che ha come simbolo una tartaruga nera a guidare le manifestazioni a Casal Bruciato. E proprio per le intenzioni violente poliziotti, carabinieri e agenti della Polizia locale presidiano le vie del quartiere dove al civico 20 è stato assegnato l’alloggio popolare.

rom casal bruciato
Militanti di Casapound a Casal Bruciato
Credits: Stefano Fasano

La tensione è altissima, nelle vie di Casal Bruciato in questi giorni si sono sentite frasi come: “Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati” oppure “A mio nipote quando aveva 11 anni gli hanno puntato un coltello alla gola per rubargli un euro”.

Da alcuni residenti viene addirittura invocato il Duce: “Richiamiamo Mussolini che è morto?”, ha urlato un’altra. “Magari!”, hanno risposto altri in coro.

Poi i manifestanti sono passati alle minacce, molto pesanti. Un militante di CasaPound urla contro Senada, la madre della famiglia rom: “Tro**a, ti stupro!” (qui il video) . Avvertimenti di violenze fisiche che spaventano la famiglia, rinchiusa in casa.

Casal Bruciato Opininioni

> “Tr**ia ti stupro”: Casal Bruciato, buona festa della Mamma (il commento di Lara Tomasetta)

Le fazioni – Mentre a Torre Maura era presente solo CasaPound, a Casal Bruciato due fazioni opposte si sono schierate per le proteste. Da una parte i militanti di CasaPound insieme ai residenti che vogliono mandare via i rom dall’appartamento, dall’altra  il movimento di sinistra Asia usb per il diritto alla casa, insieme ai cittadini che invece difendono i nomadi.

I caschi blu dei poliziotti spiccano nella folla di manifestanti: le forze dell’ordine, per fronteggiare la situazione e cercare di proteggere il nucleo familiare, hanno adottato l’assetto antisommossa.

> Casal Bruciato, barriera umana per fermare i rom. Scontri e minacce in strada

Casal Bruciato rom

Chi sono i rom di Casal Bruciato – La famiglia di nomadi è di origine bosniache e per paura di attacchi da parte dei militanti di CasaPound ha preferito dividersi. Alcuni dei figli, 10 su 12, sono andati dagli zii. Sono rimasti in casa solo la più piccola e il più grande, insieme ai genitori.

“I quattordici rom che si sono visti assegnare la casa sono scortati da quaranta tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani . Alla fine sono diventati come i parlamentari, anzi, hanno più scorta loro”, ha detto Stefano Borrelli, esponente del coordinamento d’azione del IV municipio alle agenzie.

Casal Bruciato Virginia Raggi

La Raggi a Casal Bruciato – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è recata nella mattinata dell’8 maggio a Casal Bruciato per vedere la situazione (qui il video della Raggi assediata)

Raggi ha dichiarato il suo appoggio alla famiglia Rom: “Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta”, ha detto la prima cittadina.

Poi ha continuato: “Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”.

Queste sue frasi hanno fatto scoppiare la rivolta. La sindaca ha ricevuto una pioggia di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l’assegnazione del Comune dell’alloggio popolare.

La Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all’interno del piazzale condominiale dove si trova l’appartamento.

La Chiesa – Insieme a Virginia Raggi, sul posto sono arrivati anche il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato, Giampiero Palmieri.

Il vescovo ausiliario di Roma ha dichiarato: “Sono una brava famiglia, pagano le tasse, lavorano. Volevano anche organizzare una festa con il condominio, per condividere il momento del loro arrivo”.

L’Osservatorio romano ha commentato la vicenda: “minacce orribili”.

Il commento di Di Maio – L’iniziativa della Raggi di andare sul luogo delle proteste a Casal Bruciato è stata accolta con irritazione dai vertici del Movimento Cinque Stelle. Luigi Di Maio, secondo fonti vicine al movimento, avrebbe detto: “Si aiutino prima i romani e poi tutti gli altri”.

Manifestazione Casal Bruciato | Casal Bruciato oggi

La manifestazione dell’8 maggio – Mercoledì 8 maggio una protesta molto partecipata ha invaso le strade di Casal Bruciato.

CasaPound si è organizzata con stand e bandiere. Sono stati presenti alcuni leader locali del partito.

Nel pomeriggio dell’8 maggio, si è tenuto invece il corteo antifascista a Casal Bruciato, in una contro-manifestazione promossa dai movimenti antifascisti e per il diritto all’abitare, in particolare Asia USB. (qui il racconto e i video del corteo antifascista).

Momenti di tensione si  sono registrati quando i manifestanti antifascisti hanno chiesto di sfilare in un corteo non autorizzato.

Conte e Papa Francesco difendono i rom – A schierarsi a favore dei rom sono Papa Francesco e Giuseppe Conte.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dal vertice del 9 maggio dei leader a Sibiu, in Romania, commenta le vicende di Casal Bruciato: “La legge va applicata”.

Dal canto suo, il Pontefice, ha deciso di ospitare in Vaticano 500 persone di etnia rom e sinti per un’udienza a Piazza San Pietro. “Delinquente è chi crea vendetta. I cittadini di seconda classe sono quelli che rifiutano gli altri”, ha detto il Papa argentino.

Giovedì 9 maggio, nel pomeriggio, la famiglia rom ha incontrato il Pontefice per una preghiera privata nella Basilica di San Giovanni in Laterano (qui la notizia sull’incontro).

L’ombra di Torre Maura – Le minoranze, l’abitare e l’integrazione sono delle tematiche molto calde a Roma. Si teme a Casal Bruciato una seconda Torre Maura.

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Nel caso di Torre Maura, la rivolta era stata infiammata dallo spostamento di un gruppo di rom dal campo informale al quartiere e la seguente reazione di militanti di CasaPound che hanno gettato a terra e calpestato il pane destinato proprio a quei nomadi come simbolo di sdegno.

Da quel momento, macchine bruciate, lacrimogeni, urla e minacce. Solo un ragazzo di 15 anni, Simone, ha osato fronteggiare il leader locale di CasaPound per difendere i Rom, diventando un simbolo, evocato anche nei giorni di tensione a Casal Bruciato.

*da Casal Bruciato Stefano Fasano e Anna Ditta