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Caivano, la lettera dal carcere del fratello di Maria Paola: “Non volevo frequentasse persone poco affidabili”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 18 Set. 2020 alle 11:38 Aggiornato il 18 Set. 2020 alle 12:03
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Immagine di copertina
Maria Paola Gaglione e il suo compagno Ciro

Michele Gaglione, il 30enne di Caivano (Napoli) in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale della sorella Maria Paola, ha scritto una lettera al fratello Giovanni per spiegare il suo punto di vista e il suo stato d’animo. Nella serata di sabato 12 settembre l’uomo a bordo di uno scooter ha inseguito e speronato il motorino sul quale viaggiavano la sorella, 18 anni, e il suo compagno Ciro, 22 anni, ragazzo trans. Michele Gaglione e la sua famiglia non accettavano quella relazione.

“Ho perso un pezzo del mio cuore: la mia sorellina”, scrive il 30enne al fratello. “Tu lo sai che per me era come una figlia, dato che papà non è stato sempre presente”.

“Quello che è successo quella sera non era minimamente nelle mie intenzioni” assicura Michele Gaglione nella lettera, resa pubblica ieri, giovedì 17 settembre, durante il programma tv Pomeriggio Cinque, in onda su Canale5. “Volevo soltanto fermarli per portare mia sorella a casa, nella casa dove è cresciuta insieme a noi della famiglia. Questa cosa non me la potrò mai perdonare. Il mio era un no per una persona che frequenta ambienti e persone poco affidabili. Spero che tutto questo finisca molto presto, i media mi stanno massacrando”.

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