Rifiuti a Roma, Brunetta protesta contro la discarica di Falcognana e si incatena

"Se il mio amico Salvini ha bloccato i camion a Civitavecchia, io li bloccherò alla Falcognana", ha dichiarato il deputato di Forza Italia

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 30 Nov. 2019 alle 15:25 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:20
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Rifiuti a Roma, Brunetta protesta contro la discarica di Falcognana e si incatena

“Se il mio amico Salvini ha bloccato i camion a Civitavecchia, io li bloccherò alla Falcognana”. A dirlo è un Renato Brunetta simbolicamente incatenato al cancello dell’Ecofer, la società che gestisce il sito di Falcognana che è stato individuato dal Comune di Roma come “papabile” discarica per i rifiuti della Capitale.

Ed è proprio qui, nel quartiere alla periferia sud di Roma tra il parco dell’Ardeatina, il santuario del Divino Amore e alcune aziende dell’agro romano, alla Falcognana, che questa mattina, sabato 30 novembre, sono scese centinaia di persone in piazza per protestare contro l’arrivo dei rifiuti. “Dopo 6 anni siamo di nuovo in piazza per dire no all’ipotesi di discarica a Falcognana. Una scelta che deriva dall’incapacità e dall’inerzia del Comune e della Regione, costruita contro gli interessi dei cittadini e contro la legge”, ha spiegato il deputato di Forza Italia.

“La legge e le direttive europee – ha proseguito a sottolineare Brunetta – vietano il conferimento dei rifiuti in questa zona. Infatti il Governo e la Regione vogliono ricorrere al commissariamento che, tra le altre cose, porterà alla chiusura dell’Ecofer, la società che gestisce adesso questo sito e che da lavoro a 300 persone. In questa zona vivono tra le 50 e le 100 mila persone che rischiano di veder passare sull’Ardeatina, l’unico importante asse viario del quadrante, 50 camion in entrata e 50 camion in uscita al giorno. Ci sono aziende agricole e siti di interesse archeologico e religioso, come il santuario del Divino Amore. Fare una discarica qui è una scelta folle, vuol dire uccidere un pezzo di città”.

Motivo per cui il parlamentare azzurro ha annunciato di aver già presentato “un’interrogazione urgente al ministro Costa” e di essere pronto “a denunciare chiunque metta in campo azioni contro la legge e i cittadini. “Quella della regione si scrive ordinanza, si legge Falcognana”, gli ha fatto poi eco Alessandro Lepidini, consigliere dem del Municipio IX sostenitore del presidio “No discarica”. “Zingaretti ci ha provato sei anni fa, ha sbattuto contro il muro. Ci riprova oggi, e sbatterà di nuovo contro un muro. Falcognana non è disposto a nessun tipo di trattativa”.

“Non può essere una sola comunità a farsi carico di tutti i rifiuti della capitale. La soluzione non è portare i rifiuti a Colleferro o Civitavecchia, ma usare i poteri speciali per inviare i rifiuti fuori regione, mentre si fa un lavoro serio per chiudere il ciclo dei rifiuti nella Capitale, con piccoli impianti distribuiti per la città. Questo lavoro non è mai stato fatto, ma non possono essere i cittadini a pagare”, ha concluso Lepidini.

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