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Bambini travolti e uccisi da un suv a Vittoria: condanna a 9 anni. La rabbia dei genitori: “Ammazzati la seconda volta”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 15:59 Aggiornato il 27 Mag. 2020 alle 11:17
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Immagine di copertina

Bambini uccisi da un suv a Vittoria: condanna a 9 anni

Rosario Greco, accusato di aver travolto e ucciso con un suv due bambini di 11 anni a Vittoria, in Sicilia, in provincia di Ragusa, è stato condannato a 9 anni di carcere. La decisione è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio al tribunale di Ragusa ed è stata letta alle 12.20.

I fatti risalgono all’11 luglio 2019, quando Greco travolse e uccise i due cuginetti Alessio e Simone D’Alessio, mentre giocavano davanti all’uscio di casa (qui il video). Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto una condanna 10 anni di carcere. A Greco è stata pure confiscata l’auto. In separata sede ci sarà un nuovo giudizio civile per il risarcimento per il comune di Vittoria, che si era costituito parte civile.

Il giudice per l’udienza preliminare Ivano Infarinato era uscito dall’aula per ritirarsi in camera di consiglio dopo una brevissima udienza, nel corso della quale il pm D’Anna ha rinunciato alle repliche. Il Comune di Vittoria – che ha chiesto venga contestato l’omicidio volontario con dolo – e i genitori e i parenti dei bambini, hanno prodotto e depositato memorie. Il Comune di Vittoria ha chiesto un risarcimento danni da un milione di euro.

La rabbia dei genitori: “Hanno ammazzati i nostri figli la seconda volta”

Forte delusione per i genitori. “Hanno ammazzato i nostri figli per la seconda volta” hanno dichiarato Toni e Valentina D’Antonio, padre e madre di Simone. “È assurdo – le loro parole all’Agi – chi sale in macchina drogato e ubriaco è un criminale e merita l’ergastolo. Si divertivano a gironzolare per la città in quello stato. Il ministro Bonafede ci aveva promesso che cambierà la legge. Deve cambiare la legge, ce lo aveva promesso; almeno varrà per gli altri, in futuro”.

“Il giudice non ha fatto il proprio lavoro”, hanno affermato invece Alessandro e Lucia, genitori di Alessio, accogliendo con “troppa delusione” la sentenza. “I ministri si sveglino, gli italiani si sveglino, non si può fare una legge cosi’. Il giorno 29 mio figlio avrebbe fatto 12 anni. Non si può accettare il rito abbreviato, ieri ci lamentavamo del pm ma è stato il giudice a non fare il proprio lavoro. Così non gli ha dato la pena per quel che ha fatto, da 18 è stata abbassata a 9 anni”.

“Sotto profilo processuale nulla da dire, non sono state concesse attenuanti generiche. Si può discutere della pena, sulla sua entità prevista dal legislatore perché non può essere equiparato a incidente stradale”, ha dichiarato l’avvocato Daniele Scrofani, legale insieme con Enrico Cultrone dei genitori di Simone e Alessio. “Qui – ha aggiunto – c’è stato un mezzo che ha sfondato una abitazione privata, utilizzato quasi come un’arma. Il giudice è partito da pena di circa 13 anni, e ha applicato la riduzione per il rito abbreviato. Nell’ambito della dosimetria discrezionale avrebbe potuto applicare la pena partendo anche da 8 anni, e non ha ritenuto il massimo della pena, 18 anni. È comunque partito da una sanzione alta. Importante che siano state riconosciute aggravanti, vedremo le motivazioni”.

Non sono mancate le reazioni politiche. L’ex ministra Mara Carfagna, vicepresidente di Forza Italia alla Camera, ha contestato così la sentenza: “È sconvolgente che un assassino ubriaco e drogato sia condannato a soli 9 anni di carcere, dopo aver travolto con la sua auto e spezzato la vita di Simone e Alessio, due bambini di Vittoria, mentre giocavano davanti alla porta di casa. Possiamo solo immaginare il dolore dei genitori, colpiti da una indicibile tragedia e oggi delusi da uno Stato che si dimostra troppo indulgente. Il ministro Bonafede è andato a trovarli subito dopo l’accaduto e ha promesso loro di cambiare le norme che permettono questa e altre analoghe sentenze. È passato un anno e le sue parole sono rimaste ancora una volta vuote e vane”.

Oltre alla condanna a 9 anni di carcere inflitta a Rosario Greco, il giudice Ivano Infarinato ha definito, nella sentenza tra le pene accessorie, la revoca della patente di guida, la confisca del suv in atto posto sotto sequestro, e il risarcimento dei danni da liquidare in sede civile al Comune di Vittoria che è rimasta in costituzione di parte civile e che ha prodotto una memoria in cui chiedeva la condanna per omicidio volontario con dolo e un risarcimento esemplare da un milione di euro. Greco dovrà pagare anche le spese processuali sostenute dalla parte civile, il pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere.

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