Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:36
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

La storia di Aria, 2 anni, malata: la sua vita appesa a un filo per colpa della burocrazia italiana

Immagine di copertina
La piccola Aria in ospedale

Bambina malata burocrazia italiana

Si chiama Aria, ha due anni e i riccioli d’oro che le coprono la fronte. Il suo viso, però, è pallido, perché Aria è affetta, sin dalla nascita, da una anemia molto rara: l’anemia di Blackfan Diamond, che non le permette il giusto circolo sanguigno nell’apparato cardiocircolatorio.

Aria è nata in Albania, ma quando la madre si è accorta di non poter dare alla sua bambina l’assistenza necessaria, ha deciso di trasferirsi in Italia, dove la piccola è stata immediatamente ricoverata presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Bambina malata burocrazia italiana | L’unica soluzione il trapianto

Il referto dei medici qui è stato drammatico, perché non esiste ancora una cura per permettere ad Aria di condurre una vita come quella di tutti i suoi coetanei. L’unica soluzione è il trapianto di midollo, quindi la piccola viene subito inserita in una lista di attesa.

I problemi, però, diventano altri. A mettere i bastoni tra le ruote è la burocrazia. Nonostante la bambina abiti in Italia da quasi due anni, le viene paventata la possibilità che le venga tolto il diritto a ricevere un trapianto salva vita.

Bambina malata burocrazia italiana | La petizione

È per questo che su Change.org è stata lanciata una petizione indirizzata alla ministra Giulia Grillo, alla Regione Lazio e all’ospedale Bambin Gesù per chiedere che venga garantito il diritto a una vita normale alla bambina.

Al momento Aria non può accedere alla terapia salvavita, a causa del mancato esito della richiesta di permesso di soggiorno. L’accesso alle cure, così, le è stato negato e Aria vive in bilico, nell’attesa che la situazione si sblocchi.

Intanto, però, la malattia continua a rendere la vita della bambina un inferno. Per questo il mondo si sta mobilitando per aiutare la bambina attraverso le donazioni e una petizione che ha già raccolto oltre 106mila firme per sensibilizzare le istituzioni competenti al caso di Aria e per sostenere la madre della bambina, che, sola è costretta a combattere contro la malattia della sua bambina e contro la burocrazia.

Un bambino malato terminale di 5 anni ha scritto il suo stesso necrologio
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Operaio morto al Colosseo, il cordoglio di Alberto Angela: “Andrea aveva l’età dei miei figli”
Cronaca / Gruppo Fs: Al via nell’estate 2027 i collegamenti Frecciarossa per Monaco di Baviera
Cronaca / Chi era Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni morto mentre lavorava al Colosseo
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Operaio morto al Colosseo, il cordoglio di Alberto Angela: “Andrea aveva l’età dei miei figli”
Cronaca / Gruppo Fs: Al via nell’estate 2027 i collegamenti Frecciarossa per Monaco di Baviera
Cronaca / Chi era Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni morto mentre lavorava al Colosseo
Cronaca / Ventenne abusa di un dodicenne poi gli compra le patatine: “Non so perché l’ho fatto”
Cronaca / Incidente sul lavoro al Colosseo: operaio di 22 anni cade da 10 metri e muore
Cronaca / Giulia Innocenzi: “Dicono che lavoro grazie a favori sessuali? Insulti sessisti, è forma di violenza”
Cronaca / Gruppo FS: Strisciuglio a InnoTrans rafforza il dialogo ferroviario internazionale
Cronaca / "I Me contro Te spingono i bambini agli acquisti": gli youtuber finiscono in tribunale
Cronaca / Tra Coatti, Musica e Astroscimmie prende il via la Settimana della Scienza 2026 targata Frascati Scienza
Cronaca / Alessandro Di Battista dimesso dal Gemelli: “Sto molto meglio e finalmente sono a casa”