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Ex Ilva, rinviata l’udienza sulla richiesta di recesso. Arcelor Mittal non ferma l’azienda: continuano le trattative

Trovate le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo per mantenere la produttività ordinaria degli stabilimenti

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 27 Nov. 2019 alle 15:17 Aggiornato il 28 Nov. 2019 alle 06:19
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Immagine di copertina
Lo stabilimento ex Ilva Credit: Ansa

Arcelor Mittal, ricorso dei commissari contro il recesso: udienza rinviata

È stata rinviata al 20 dicembre l’udienza della causa civile che vede di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano Arcelor Mittal e i commissari dell’ex Ilva di Taranto. Il contenzioso riguarda il ricorso dei commissari contro la richiesta di recesso del contratto d’affitto presentata a inizio novembre dalla multinazionale, un contratto che è preliminare alla vendita dello stabilimento siderurgico.

L’udienza del procedimento civile oggi, mercoledì 27 novembre, è stata rinviata per decisione del giudice Claudio Marangoni perché le due parti stanno cercando un accordo di principio e sostanziale in modo che a Taranto possa riprendere l’operatività ordinaria.

Dopo gli incontri avvenuti tra le parti a Palazzo Chigi, sono state trovate le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo per mantenere la produttività ordinaria degli stabilimenti dell’ex Ilva.

La decisione: “Udienza rinviata per consentire la trattativa”

Il rinvio nel procedimento sul ricorso cautelare d’urgenza presentato dai commissari dell’ex Ilva contro l’addio di Arcelor Mittal è stato deciso dal giudice Claudio Marangoni. Nella procedimento sono presenti come parti la Procura milanese, la Regione Puglia e il Comune di Taranto.

In una nota firmata dal presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi si legge: “È stato rinviato al prossimo 20 dicembre il contenzioso civile tra Arcelor Mittal e l’ex Ilva relativo al ricorso cautelare e d’urgenza presentato dai commissari contro il recesso del gruppo indiano “in funzione della trattativa da svolgersi sulla base delle intese e degli impegni assunti”.

“Ci sono degli impegni assunti secondo quanto previsto”, ha dichiarato l’avvocato Giorgio De Nova, legale dei commissari dell’ex Ilva, a chi gli ha chiesto, dopo l’udienza di oggi, se Arcelor Mittal abbia dato garanzie sulla continuità dell’attività produttiva. “C’è un clima positivo – ha aggiunto – quando le udienze sono così corte. Comunque c’è sempre da lavorare”.

“Ci sono le basi per una trattativa che possa arrivare ad un accordo”, hanno affermato poi l’avvocato Enrico Castellani, altro legale dei commissari dell’ex Ilva, e l’avvocato Ferdinando Emanuele, legale di Arcelor Mittal.

L’azienda: “Garantita la continuità produttiva”

L’amministratore delegato di Arcelor Mittal Lucia Morselli, che oggi era presente oggi in aula a Milano, “ha garantito il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva”, come riferito da fonti qualificate del tribunale milanese. Le stesse fonti hanno aggiunto che questo impegno è assicurato “in pendenza di questo giudizio fino al prossimo 20 dicembre”.

Gli scenari possibili

Sono tre gli scenari che si prospettano, a questo punto. Un primo caso in cui, al ritorno in aula pochi giorni prima di Natale, le parti si rendono conto che ci vuole altro tempo per negoziare e chiedono un nuovo rinvio.

Un secondo caso prevede che si trovi un accordo e, in questo caso, si estinguerebbero la causa originata dal ricorso d’urgenza e quella, la cui prima udienza è prevista a maggio, incardinata su iniziativa di ArcelorMittal.

Il terzo scenario è che la trattativa naufraghi definitivamente e si arrivi a una decisione del giudice Marangoni in tempi brevi.

La vicenda

I legali di Arcelor Mittal hanno depositato all’iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano il 13 novembre l’atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, contratto preliminare all’acquisto, dell’ex Ilva di Taranto.

Il clamoroso annuncio della multinazionale di ritiro dall’accordo per l’acquisizione dello stabilimento siderurgico era arrivato il 4 novembre, con un comunicato che di fatto restituiva l’ex Ilva allo Stato italiano ad appena un anno dall’arrivo a Taranto.

La controffensiva del governo ad Arcelor Mittal non si è fatta attendere. Il 15 novembre è stato depositato a Milano il ricorso d’urgenza dei commissari straordinari per chiedere all’azienda di rispettare gli accordi presi in precedenza, perché secondo loro non sussisterebbero le condizioni per chiedere il recesso dal contratto d’affitto.

Il 22 novembre, con un incontro tra governo e azienda le posizioni si sono avvicinate. L’esecutivo in un comunicato ha fatto sapere che i vertici della multinazionale “si sono resi disponibili ad avviare immediatamente un’interlocuzione volta a definire un percorso condiviso sul futuro delle attività dello stabilimento”.

“L’obiettivo – è stato spiegato – è pervenire alla elaborazione di un nuovo piano industriale che contempli nuove soluzioni produttive con tecnologie ecologiche e che assicuri il massimo impegno nelle attività di risanamento ambientale”. Nell’incontro “è stata anche valutata la possibilità, in questo nuovo progetto, di un coinvolgimento pubblico in ragione dell’importante ruolo dell’Ilva nell’economia italiana”.

L’udienza del processo per la causa civile sul ricorso promosso dai commissari contro Arcelor Mittal era in programma oggi, mercoledì 27 novembre, alle ore 14,30, al Palazzo di Giustizia di Milano.

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