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Cos’è il Congresso mondiale delle famiglie in programma a Verona dal 29 al 31 marzo

Promossa dal ministro Fontana, la manifestazione raduna antigay e antiabortisti d'Italia. E non mancano le polemiche

Immagine di copertina
La locandina della kermesse di Verona

Da venerdì 29 a domenica 31 marzo 2019 Verona sarà la sede del Congresso Mondiale delle Famiglie, il raduno della destra sovranista voluto dal ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, con l’obiettivo di “unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”.

Una manifestazione che si tiene per la prima volta nella sua storia in Italia. Mai, nelle 12 precedenti edizioni della kermesse organizzata dall’International Organization for the Family (Iof, la lobby statunitense che mette insieme attivisti antiabortisti, antigay, contrari al divorzio e oppositori dell’emancipazione della donna), l’Italia era stata teatro del raduno. Sintomo di un orientamento politico che nell’ultimo anno, con il varo del governo giallo-verde, ha assunto forti connotati sovranisti.

Nonostante ciò, la manifestazione di Verona non ha risparmiato uno scontro in seno all’esecutivo, con il vicepremier leghista Matteo Salvini che ha confermato la sua presenza, mentre il suo omologo pentastellato Luigi Di Maio ha bollato il Congresso Mondiale delle Famiglie come il raduno “della destra degli sfigati”.

Ma in cosa consiste esattamente il Congresso Mondiale delle Famiglie? E soprattutto, chi parteciperà e chi invece protesterà?

Congresso Mondiale delle Famiglie | Cos’è e cosa prevede il programma

Come detto, quello di Verona sarà un vero raduno di tutti gli attivisti pro-life d’Italia e non solo. Fin dalla sua prima edizione, il Congresso Mondiale delle Famiglie si è tenuto soprattutto nei paesi dell’Europa dell’est, governati già da anni da governi ultraconservatori. L’ultimo, quello del 13-16 settembre 2018, si è tenuto in Moldavia, a Chisinau.

Sulla manifestazione, dopo le dichiarazioni contrastanti di Salvini e Di Maio, si è aperto anche un piccolo giallo, dal momento che la locandina dell’evento vanta il patrocinio del Consiglio dei ministri. Un patrocinio prima concesso, poi – almeno nelle dichiarazioni di Palazzo Chigi – in fase di verifica.

Ma cosa prevede il programma? Tutti gli eventi della kermesse avranno un filo conduttore comune: una ferma opposizione alla legge 194 sull’aborto, ai matrimoni gay, al welfare esteso alle coppie omosessuali e l’impegno per la riaffermazione della famiglia tradizionale.

Tanti gli incontri previsti, dai titoli emblematici: “La bellezza del matrimonio”, “I diritti dei bambini”, “Ecologia umana integrale”, “La donna nella storia”, “Crescita e crisi demografica”, “Salute e dignità della donna”, “Tutela giuridica della vita e della famiglia” e “Politiche aziendali per la famiglia e la natalità”.

Congresso Mondiale delle Famiglie | I relatori

A provocare molte polemiche sono poi i relatori del Congresso. A Verona, infatti, interverranno ad esempio alcuni ultracattolici italiani come Massimo Gandolfini, Toni Brandi e Jacopo Coghe, ma anche tanti esponenti dell’estrema destra europea e mondiale.

Uno dei nomi che ha fatto più scalpore è quello di Lucy Akello, una parlamentare ugandese che ha dichiarato di voler punire l’omosessualità con la pena di morte. Theresa Okafor, invece, è un’aperta oppositrice all’amore tra coppie dello stesso sesso: nel suo paese d’origine, la Nigeria, la parlamentare è stata in prima linea per l’approvazione di una legge contro i matrimoni gay, con pene fino a 14 anni di reclusione per chi dichiara di amare una persona dello stesso sesso.

Il fondatore dell’Iof, Brian Brown (altro ospite della manifestazione) si è distinto per aver lottato per la norma che vieta ai transessuali di diventare militari, festeggiando poi con un controverso tweet che recitava “L’esercito è per la guerra, non per le erezioni”. Ma Brown si è fatto conoscere anche per altre dichiarazioni decisamente discutibili, come quella secondo cui gli aborti sono la prima causa di femminicidi dal momento che, se le donne facessero nascere quei bambini, “non verrebbero più uccise”.

Non mancheranno poi tanti leader tradizionalisti: il presidente moldavo Igor Dodon, la ministra ungherese per la famiglia, Katalin Novak, la vicepresidente della Duma russa Olga Yepifanova, il patriarca della chiesa cattolica siriaca Ignazio Giuseppe III e l’arciprete ortodosso Dmitri Smirnov, che in passato ha definito “assassine e cannibali” le donne che decidono di abortire.

Congresso Mondiale delle Famiglie | I politici italiani presenti

Oltre al ministro Fontana e al vicepremier Salvini, hanno confermato la loro presenza al Congresso Mondiale delle Famiglie anche il governatore del Veneto Luca Zaia, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e il senatore Simone Pillon (promotore della discussa legge sulla bigenitorialità), oltre alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Parteciperanno anche alcune formazioni di estrema destra, come Forza Nuova.

Congresso Mondiale delle Famiglie | Il contro-corteo

Le opposizioni tuttavia non rimarranno a guardare. Associazioni, partiti di sinistra, Ong e movimenti femministi come “Non una di meno” e “Aied”, che scenderanno in piazza negli stessi giorni con manifestazioni e cortei per denunciare le “politiche regressive sostenute da istituzioni e governo, schierati contro leggi dello Stato”.

Come detto, poi, il Congresso Mondiale delle Famiglie non ha ricevuto l’approvazione del Movimento Cinque Stelle, l’alleato di governo di Salvini. Nei giorni scorsi, addirittura, il sottosegretario Stefano Buffagni ha lanciato sui social l’hashtag #Notinmyname, per sottolineare tutta la distanza che c’è tra i militanti pentastellati e la kermesse degli attivisti pro-vita.