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Il quotidiano The Independent condanna “la sciocca reazione del governo populista” al crollo del ponte di Genova

Il governo Lega-5 Stelle è accusato di aver cercato di sfruttare il tragico crollo del ponte di Genova per i propri fini politici, dando la colpa di quanto successo all'Unione europea

Immagine di copertina

Dopo il crollo del ponte di Genova che ha già causato la morte di 39 persone, il quotidiano britannico The Independent ha pubblicato un lungo editoriale in cui attacca il governo italiano.

“Vergognosi anche per i loro stessi bassi standard, la gang di populisti che attualmente sta cercando di governare l’Italia ha tentato di sfruttare il tragico crollo del ponte di Genova per fini politici”.

Inizia così l’editoriale del giornale del Regno Unito.

“Matteo Salvini, vice primo ministro, ministro dell’Interno e leader del partito della Lega Nord, non ha perso tempo a incolpare la detestata Unione europea per le morti (di Genova, ndr)”.

“Secondo il ministro, le restrizioni di bilancio imposte dall’Ue agli Stati membri hanno impedito loro di realizzare costosi progetti infrastrutturali. È, naturalmente, errato”, spiega il giornale britannico, smentendo le dichiarazioni di Salvini.

Le regole fiscali non pongono “alcun veto ai piani per rendere sicuro un ponte”. La colpa, continua l’editoriale, è anche del Movimento 5 Stelle.

“Quello che in realtà è andato storto è che i miglioramenti previsti per il ponte sono stati aspramente contrastati dai partner della coalizione Salvini, il Movimento a cinque stelle, che ha definito gli avvertimenti sul rischio di crollo del ponte Morandi una ‘favoletta‘”.

“Fedele al suo crudo istinto populista”, il Movimento ha cercato di ottenere “il sostegno politico dei residenti locali”.

Secondo The Independent, dare la colpa di quanto accaduto all’Unione europea dimostra la “faccia tosta” del governo italiano.

“Una caratteristica del politico di successo” è la sua capacità di “distorcere la verità come desidera, mentre attacca indignato coloro che cercano di raccontare la verità”.

“Salvini appare come il leader de facto dell’Italia che lascia nell’ombra l’attuale primo ministro, Giuseppe Conte, un eurofobo anti-immigrati che manca del talento di Salvini per la pubblicità”, continua l’editoriale.

Il giornalista ricorda che in Italia e in generale in Europa i movimenti di destra, anche estrema, stanno aumentando il loro sostegno popolare,

“Eppure è in Italia che la ridicolezza e la denigrazione del normale dibattito politico” hanno degli effetti peggiori nel paese.

“Il governo italiano sta discutendo apertamente di stampare i propri soldi (…), sta anche applicando politiche spietate contro i rifugiati che arrivano dall’Africa” e nessuna delle spiegazioni date dal governo possono giustificare il comportamento del ministro dell’Interno”.

“Prima o poi, il governo sarà responsabili della morte di persone innocenti. È improbabile che il ministro Salvini e i suoi colleghi proveranno alcun rimorso”, continua l’editoriale.

“L’ironia più grande è che la migrazione, che è composta principalmente da lavoratori giovani, potrebbe iniziare a correggere gli squilibri demografici e la conseguente stagnazione economica. Invece, il governo italiano incolpa proprio le persone che potrebbero aiutare il paese a ricostruire infrastrutture decadenti”.

“Questa”, conclude l’editoriale, “è un’ulteriore tragedia nazionale”.

• A questo link il racconto in tempo reale dell’incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell’autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

Campagna regione lazio

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”. Qui l’articolo sull’ingegnere che aveva “predetto” la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.