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Le storie delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova
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Nell'immagine Elisa Bozzo, Marta Danisi, Alberto Fanfani, Ersilia Piccinino, Roberto Robbiano, il piccolo Samuele e Andrea Cerulli.

Le storie delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova

Sotto le macerie: Samuele, otto anni, una giovane coppia di innamorati, tre operai e un telefono che squillava con la scritta "mamma"

16 Ago. 2018
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Nell'immagine Elisa Bozzo, Marta Danisi, Alberto Fanfani, Ersilia Piccinino, Roberto Robbiano, il piccolo Samuele e Andrea Cerulli.

A Genova il ponte Morandi, sull’autostrada A10, è crollato poco prima di mezzogiorno nella mattina di martedì 14 agosto. ponte genova vittime

Secondo quanto affermato dalla Prefettura, salgono a 38 le vittime ufficiali, tra cui tre bambini di 8, 12 e 13 anni. Risultano invece 16 feriti di cui 12 in codice rosso. Si scava ancora per trovare i dispersi sotto le macerie.

Il procuratore capo di Genova ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per omicidio plurimo e disastro colposo.

Nella tragedia hanno perso la vita 38 persone che stavano semplicemente attraversando un ponte, chi per andare in vacanza e chi per andare al lavoro. Il crollo ha trascinato le vite di queste persone giù nel baratro del torrente Polcevera. E il bilancio delle vittime è destinato a salire.

Ci sono ancora dispersi, se ne contano almeno dieci. E i vigili del fuoco continuano a scavare.

Per tutto il giorno negli ospedali di Genova sono arrivate decine di persone che cercavano parenti o amici che non si trovavano più.

Tra le vittime ci sono Bruno Casagrande e Mirko Vicini, due operai dell’Amiu (azienda comunale dell’ambiente) che stavano lavorando nell’isola ecologica sotto il ponte Morandi, che gli è poi crollato addosso. Di Bruno Casagrande è stato ritrovato il corpo, Mirko Vicini è tra i dispersi.

Anche Alessandro Campora, operaio che lavorava per l’azienda privata Aster, è stato travolto e sepolto dai massi enormi di cemento armato del ponte Morandi.

Oltre ai lavoratori su quel ponte si trovavano anche delle famiglie, come la famiglia di Campomorone, alle porte di Genova.

Ersilia Piccinino, Roberto Robbiano e il piccolo Samuele: madre, padre e figlio di otto anni sono precipitati giù dal ponte dopo il crollo. Samuele è stato il primo a essere ritrovato. Mentre portavano via la macchina accartocciata, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, gli operatori di soccorso hanno trovato un telefonino che squillava. A chiamare era “mamma”. Forse la madre di Roberto o Ersilia che chiamava per avere notizie dopo la tragedia. Una chiamata che non hai mai ricevuto risposta.

Tra i morti c’è anche Andrea Cerulli, 48 anni, calciatore amatoriale del Genoa Club Portuali Voltri, e papà.

Sul sito della sua squadra di calcio i compagni hanno lasciato un messaggio per lui: “Il Genoa Club Portuali Voltri si stringe attorno alla famiglia di Andrea, nostro associato, nostro amico, nostro collega, vittima della tragedia di Ponte Morandi. Ciao Andre…”.

Nell’elenco dei dispersi c’era anche il nome di Luigi Matti Altadonna, 35 anni. Successivamente è finito nella tragica lista dei morti, il suo corpo è stato ritrovato sotto le macerie del Ponte Morandi.

Elisa Bozzo, 34 anni, di Busalla, era sulla sua Opel nera, gli amici avevano lanciato l’appello per ritrovarla sui social, ma poi è stata identificata tra le vittime del crollo.

Juan Carlos Pastenes, 64 anni, chef, originario del Cile, viveva in Italia da trent’anni. Insieme a lui è morta la moglie Nora Rivera.

Originario del Cile anche Juan Figueroa, 60 anni, da quaranta residente in Italia.

Tra le vittime anche una giovane coppia di fidanzati: Marta Danisi, infermiera originaria di Sant’Agata di Militello, 29 anni e il fidanzato Alberto Fanfani, di 32 anni.

C’è anche Marius Djerri, 22 anni, calciatore della squadra Campi Corniglianese di Augusto Pintus.

Era il più giovane della squadra. Marius Djerri aveva origini albanesi ed era nato in Italia il 21 aprile del 1996.

Edmond Tabaku, lo zio di Marius si sfoga ai microfoni di Fanpage.it: “Non si può morire così”. E chiede: “Chi è il responsabile di questo disastro?”.

“Mio nipote stava per andare a lavorare, aveva 22 anni – racconta lo zio Edmond Tabaku -. Era nato in Italia, faceva il giardiniere, tifava per il Milan e prendeva quel ponte tutti i giorni. Una struttura così non può crollare così uccidendo tutte queste persone: chi è il responsabile di un disastro del genere? Al Premier Conte chiediamo più sicurezza, vivo qui in Italia da 35 anni e la sicurezza deve essere garantita”.

Anche il presidente della squadra di calcio ricorda Marius Djerri: “Ieri purtroppo nel crollo del ponte Morandi un nostro giocatore si è trovato coinvolto nella tragedia. E ci ha lasciati insieme al cugino… Il più giovane della squadra, il più dolce, il più simpatico, il più…. insomma”.

“Per noi tutti dirigenti e giocatori sarà sempre dentro il nostro cuore – ha aggiunto -. In ogni partita che giocheremo in qualsiasi campo di calcio. Sicuramente lui le sue partite da ora in avanti le giocherà in Paradiso con gli angioletti”.

Quattro amici di Torre del Greco (Napoli), spensierati, stavano raggiungendo Nizza dove li aspettava la sorella di uno di loro a bordo di una Golf grigia.

I quattro ragazzi, poco più che ventenni, si chiamavano Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione.

Giovanni Battiloro era un videomaker freelance.

• A questo link il racconto in tempo reale dell’incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell’autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una “favoletta”. Qui l’articolo sull’ingegnere che aveva “predetto” la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.

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