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Salvini al raduno di Pontida: “I porti sono e resteranno chiusi”

"Il buonsenso al governo" e "Prima gli italiani" sono gli slogan dell'edizione 2018 del raduno, dove il verde Lega ha lasciato il posto al bianco e al blu

Immagine di copertina
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini al raduno della Lega a Pontida. Credit: Miguel Medina

Si sta tenendo in queste ore il tradizionale raduno della Lega a Pontida. Il primo dopo il successo elettorale delle Lega alle elezioni del 4 marzo, che ha portato il leader Matteo Salvini a diventare ministro dell’Interno. Oggi, domenica 1 luglio 2018, Salvini è arrivato a Pontida, dove parlerà intorno alle 13.30. Prima di lui tanti interventi con i ministri e i sindaci leghisti.

Sul palco, dove il verde Lega ha lasciato il posto al bianco e al blu, campeggiano due slogan: “Il buonsenso al governo” e “Prima gli italiani”.

È il primo raduno di Pontida a carattere nazionale, con gazebo che rappresentano le varie regioni d’Italia e con sostenitori giunti da ogni angolo del paese. Ed è anche il primo raduno di Pontida senza i fondatori Umberto Bossi e Roberto Maroni.

Parlando con i giornalisti, Salvini ha citato le elezioni europee dell’anno prossimo che saranno, “un referendum fra l’Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione e del precariato, e l’Europa dei popoli e del lavoro”.

Salvini è tornato sul tema dei migranti: “I porti per chi traffica esseri umani sono e resteranno chiusi. Oggi c’è una terza nave che prenderà la via di un altro paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via”.

Matteo Salvini è stato accolto da una grande folla, e si è fermato a scattare foto e parlare con i militanti, quelli storici di vecchia data e i nuovi sostenitori, in crescente numero, come confermano i sondaggi più recenti, che vedono la Lega al 31 per cento dei consensi.

Salvini ha inoltre preso le distanze dal sottosegretario M5s Spadafora, dicendo che il sottosegretario “parla a nome personale” e il tema dei diritti Lgbt “non è nel Contratto di governo”. Il sottosegretario era intervenuto al Pride di Pompei che “l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati, anche se in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità”.

Spadafora ha detto di portare il suo sostegno e quello del governo, ma sia Salvini che il ministro della Famiglia Fontana hanno disconosciuto il sostegno del governo alle aperture del sottosegretario.

“Le opinioni personali sono benvenute ma il governo è un’altra cosa”, ha detto ancora il vicepremier. “Sono contento e soddisfatto del lavoro del Governo Lega-M5S. Contano i fatti. Se vogliono farci litigare non ci riusciranno”, ha aggiunto.

L’intervento di Salvini

“Voglio fare un patto d’onore e d’amore”, ha esordito il leader della Lega Matteo Salvini. “Grazie di cuore, questa è casa mia questa è casa vostra”.

“È una emozione indescrivibile”, ha proseguito. “Fate arrivare il grido di amore che arriva da Pontida. Qua c’è amore non c’è invidia e gelosia: la vita è troppo breve per perdere il proprio tempo odiando, lasciamo che siano altri a odiare, rosicare ed esaurire le scorte di Maaalox. Qua voglio fare patto di amore e onore con voi”, ha detto dirigendosi poi all’albero che ricorda i leghisti scomparsi, insieme alla madre di Gianluca Buonanno, leghista morto nel 2016 in un incidente stradale.

Salvini cita poi Walt Disney: “Se puoi sognarlo puoi farlo” e elenca i successi della Lega alle amministrative.

Il leader leghista rinnova la promessa di cancellare la legge Fornero “disumana e profondamente sbagliata”.

“I doveri vengono prima dei diritti”, dice Salvini, citando Simone Weil, e rivolgendosi agli italiani e a “coloro che arriveranno in Italia domani mattina”.

“Non siamo qua a portare via diritti a nessuno. Ognuno a casa sua fa quello che vuole, ma finché avrò voce  e mi scorrerà sangue nelle vene difenderò il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà e il diritto delle donne a non essere un utero in affitto. Mi fa schifo la sola idea. Chiedo ai nostri sindaci di mettere al centro le politiche per la famiglia”.

“La sfida è mantenere le promesse”, prosegue Salvini. “Tutta Europa si è accorta che c’è un governo che in un mese ha fatto più degli altri in 6 anni”.

“Mafia, ‘ndrangheta e camorra ci fanno schifo: le combatteremo con ogni mezzo necessario, da Nord a Sud”, ha proseguito il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Anche per mafiosi e camorristi è finita la pacchia, via dalla Sicilia e dalla Lombardia”, ha garantito parlando a Pontida. “È solo l’inizio di una guerra che combatteremo con tutte le armi che la democrazia mette a disposizione”, dice il ministro Salvini.

Campagna regione lazio

“Se i porti si chiudono o si aprono lo decide il ministro dell’Interno”, ha inoltre ricordato Salvini.

“L’Italia che voglio governare, non per cinque anni, si rassegnino i compagni, l’Italia che governeremo per i prossimi 30 anni è un’Italia che non ha paura di niente e di nessuno”, ha poi detto il ministro dell’Interno.

Gli interventi di ministri e sindaci

Giorgetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è intervenuto a Pontida: “Non abbiamo più opposizione qui perché il popolo è con noi. In Italia l’opposizione non c’è più. Ma abbiamo capito bene dove ce l’abbiamo. Abbiamo lanciato la sfida a chi comanda il mondo, a chi comanda in Europa, a chi ha deciso che l’immigrazione e la sostituzione dei popoli sono una cosa buona, naturalmente per le vostre pensioni. Non abbiamo paura, non ce l’ha Matteo Salvini in particolare”, aggiunge.

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha dichiarato che il nuovo governo ha “cercato di portare un po’ di buon senso”.

“Abbiamo detto cose banali che un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà. Ci hanno detto che siamo retrogradi, clericali. Come ha detto San Pio X, quando vi dicono queste cose siatene fieri. E noi siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma e un papà”.

Sul palco di Pontida è intervenuta anche Giulia Bongiorno, ministra leghista della Pubblica amministrazione: “dare più spazio all’autocertificazione, e impronte digitali per i lavoratori pubblici”.

“Sono convinta che la burocrazia non può soffocare il cittadino, che un imprenditore non può fare una via crucis per fare un’opera. È giunto il momento di semplificare. Credo sia molto importante introdurre un nuovo principio: non può chi vuole fare qualcosa girare il mondo della burocrazia, bisogna introdurre nuovi metodi: l’autocertificazione. Scrivo qualcosa e me ne assumo la responsabilità, se poi dico il falso verrò sanzionata. Dobbiamo dare nuovo spazio all’autocertificazione”, ha detto nel suo intervento.

Il governatore lombardo Attilio Fontana ha preso la parola a Pontida. “Finalmente iniziato a ottenere gli sgomberi delle case popolari occupate”, ha detto Fontana, ricordando il taglio al superticket avviato dalla sua Giunta, la battaglia sull’autonomia e l’ampliamento della platea di coloro che beneficiato della misura nidi gratis. “L’autonomia è finalmente la realizzazione di un sogno di trent’anni. Il percorso arriverà a compimento”, ha concluso.

Cos’è il raduno di Pontida

Il raduno si tiene come ogni anno dal 1990, sul tradizionale pratone lungo la strada provinciale Briantea, in provincia di Bergamo.

Quest’anno sono attese migliaia di persone in più rispetto agli anni passati, a conferma del fatto che la Lega, che ha già eliminato la parola Nord dal suo nome, ha ormai una vocazione nazionale e sostenitori in tutte le regioni d’Italia.

I militanti della Lega negli anni ’90 hanno scelto Pontida per il loro annuale raduno, un luogo dal forte connotato simbolico. Fu qui che nel 1167 avvenne il Giuramento di Pontida, che portò alla nascita la Lega Lombarda contro Federico I Barbarossa.

Si tratta di un evento storico controverso, dal momento che la sua prima menzione risale a un documento del 1505. Gli storici hanno dubbi sulla veridicità del giuramento. 

La prima edizione si svolse il 20 maggio 1990 nel comune bergamasco di Pontida, su quello che viene definito “sacro suolo”. In quell’occasione venne issata la bandiera della Padania. Tradizionalmente, viene suonato il Va, pensiero di Giuseppe Verdi scelto quale inno della Padania.

Oggi il raduno di Pontida ha un carattere molto diverso, dove nessuno parla di “prima i Lombardi”, o “Prima il Nord”, e non viene citata né la secessione, né la primazia della Padania sull’Italia e non c’è spazio per simbologie superate, come la benedizione dell’acqua del Po.

È una Lega ha compiuto definitivamente la sua metamorfosi, diventando il partito catalizzatore del Centro destra, che in agenda ha temi trasversali che riguardano tutte le regioni, primo fra tutti la lotta all’immigrazione.