Aquarius, cosa ha detto il ministro Salvini nel suo intervento al Senato
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Aquarius, cosa ha detto il ministro Salvini nel suo intervento al Senato

Il ministro dell'Interno è intervenuto sul caso della nave carica di migranti a cui è stato negato l'ingresso nei porti italiani

13 Giu. 2018  
Salvini Aquarius
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Credit: Afp

Mercoledì 13 giugno 2018 il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha riferito in Senato sulla vicenda della nave Aquarius, l’imbarcazione carica di migranti a cui il governo ha negato l’ingresso nei porti italiani.

La decisione di chiudere i porti è stata presa dallo stesso Salvini, che per questo è stato duramente criticato sia dalle forze politiche di opposizione sia da alcune autorità straniere.

La ministra della Giustizia spagnola, Dolores Delgado, ha dichiarato che l’Italia potrebbe incorrere nella responsabilità penale internazionale per aver rifiutato di accogliere nei propri porti la nave.

Lo scontro più duro è stato però con la Francia, il cui presidente Emmanuel Macron ha detto che la scelta dell’Italia è stata “cinica e irresponsabile” e che la posizione del governo M5S-Lega sui migranti è “vomitevole”.

L’intervento del ministro Salvini è iniziato intorno alle 11.15.

“Confesso la mia emozione: mai nella vita quando ho iniziato la mia carriera politica avrei pensato di sedere sui banchi del governo neanche banchi del parlamento”, ha esordito Salvini, che ha poi fornito alcuni dati sulle politiche dell’immigrazione francese e italiana.

“Dal primo gennaio al 31 maggio di quest’anno la Francia ha respinto al confine con l’Italia 10.249 esseri umani, compresi donne bambini e disabili. Sulla base di accordi del 2015, la Francia si era impegnata ad accogliere 9.816 migranti: ne ha accolti 640, quindi chiediamo al presidente Macron i passare dalle parole ai fatti”.

Il ministro ha poi chiesto le scuse del governo francese.

“Il problema non è il derby Italia-Francia dei Mondiali, che peraltro ci vedono esclusi. La nostra storia di solidarietà, di umanità e di volontariato non merita di essere apostrofata con alcuni termini da esponenti del governo francese che spero diano le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile”.

Il ministro ha poi ricostruito la vicenda della nave Aquarius e la decisione di chiudere i porti italiani.

“Il mio primo intervento è stato mettere subito in sicurezza le donne e i bambini. Non abbiamo avuto risposta, quindi evidentemente la situazione non era così emergenziale”, ha sottolineato.

“Il giorno 10 giugno è stata offerta per ben due volte alle 12.11 e alle 14.00 la disponibilità delle autorità italiane a far sbracare sulle territorio nazionale le persone bisognose d’aiuto, disponibilità che non è stata accolta”.

“Ho avuto un peso notevole sulle spalle nelle scorse ore”, ha dichiarato Salvini. “Il mio obiettivo è salvare vite, evitare che queste persone scappino per mettersi su gommoni che i trafficanti fanno partire già sgonfi perché tanto c’è qualcuno li va a recuperare”.

“Sono stufo dei bambini che muoiono nel mar Mediterraneo perché qualcuno in Italia li illude che c’è” un futuro, “sono stufo dei morti di Stato”, ha detto il ministro dell’Interno.

Salvini ha poi dato alcuni dati: “Dallo sbarco alla definizione dello status di un richiedente asilo passano tre anni. Troppo tempo. Nel 2018 ci sono state 42mila domande d’asilo, solo a 7 su 100 viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, più un 4% di protezione sussidiaria” ha detto Salvini.

“La maggioranza delle domande viene respinta perché non ha fondamento. Ma c’è il business degli avvocati d’ufficio che fanno milioni di euro alle spalle di questi disgraziati ed occupano i tribunali” ha polemizzato il Ministro dell’Interno. Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin ha scritto una lettera aperta a Salvini, di fatto smentendo le dichiarazioni del Ministro.

Salvini è poi passato a toni più polemici.

“Se qualcuno preferisce il business” dell’immigrazione “si accomodi in una cooperativa non nell’aula del Senato”, ha detto.

“In queste ore ho sentito tanti colleghi europei. Leggevo che l’Italia è isolata: penso che non siamo mai stati così centrali come in queste ore”.

“In queste ore ho parlato con diversi colleghi europei. Se l’Europa c’è, batta un colpo adesso o taccia per sempre. Il regolamento di Dublino oggi va superato”.

“È tempo che gli stati tornino a essere stati, non è possibile che siano associazioni private finanziate da chissà chi a imporre temi e modi dell’immigrazione”, ha aggiunto il ministro Salvini.

E ancora: “Quando leggo che dietro la Open Society Foundation c’è Soros, mi viene qualche dubbio su quanto sia spontanea questa generosità”.