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Da strumento di oppressione ad accessorio sexy: la storia delle scarpe col tacco

Oggi i tacchi sono un accessorio iconico per la femminilità di tutte le donne, eppure non è stato sempre così. La loro storia parte dal Quattordicesimo secolo

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Calzature della cavalleria persiana, Diciassettesimo secolo. Credit: Bata Shoe Museum

Nel Ventunesimo secolo le scarpe col tacco sono considerate un accessorio sexy e alla moda, utilizzato dalle donne per apparire più alte e slanciate. Paradossalmente, però, prima di diventare uno dei simboli principali della femminilità, i tacchi furono uno strumento di oppressione di genere.

Da strumento opprimente ad accessorio sexy: la storia dei tacchi

La storia dei tacchi parte nel Quattordicesimo secolo, quando i cavalieri usavano scarpe con il tacco per avere una maggiore stabilità sulle staffe durante le battaglie.

L’utilizzo dei tacchi, nel corso del Quattordicesimo secolo, si allargò dal campo di battaglia alla vita quotidiana. Le scarpe con il tacco si diffusero prima in Turchia e in Ungheria, e poi nel resto dell’Europa.

Nel Diciassettesimo secolo, i tacchi venivano utilizzati soprattutto dagli aristocratici per sembrare più alti. Uno dei primi a lanciare la moda fu il sovrano francese Luigi XIV, detto il Re Sole, ritratto con un paio di scarpe con il tacco di colore rosso.

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L’abbigliamento di Luigi XIV nel periodo barocco, Diciassettesimo secolo.

Luigi XIV apprezzò così tanto l’uso dei tacchi da promulgare una legge secondo cui solo i membri della sua corte potevano usare i tacchi di colore rosso come lui, per distinguere i privilegiati da coloro che non erano tra le grazie del re.

La fissazione del Re Sole per le scarpe con il tacco, ispirò anche la nascita delle famose calzature di alta moda con la suola rossa firmate Christian Louboutin.

Con l’arrivo della moda androgina, i tacchi hanno iniziato a non essere ben visti nell’ambiente femminile: infatti, durante la metà del Diciassettesimo secolo, le donne cominciarono a emulare questa moda per cercare di mascolinizzare il proprio aspetto.

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Calzature della cavalleria persiana, Diciassettesimo secolo. Credit: Bata Shoe Museum

L’oppressione della società nei confronti del genere femminile ha portato le donne a voler indossare un accessorio nonostante fosse tutt’altro che comodo.

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Tacchi alti del Diciannovesimo secolo. Credit: Bata Shoe Museum

Quella del Diciassettesimo secolo fu una vera e propria moda, che poi si è trasformata in qualcosa di molto più grande: un’icona della moda che è sopravvissuta al passare dei secoli.

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Calzatura persiana, Diciassettesimo secolo. Credit: Bata Shoe Museum

Ma, precisamente, in quale momento storico i tacchi sono passati da essere una moda opprimente nei confronti del genere femminile, ad essere un accessorio sexy e, al contrario, simbolo della femminilità?

Secondo Elizabeth Semmelhack, curatrice del museo canadese Bata Shoe Museum, furono i fotografi della metà del Diciannovesimo secolo a dare ai tacchi l’attrattiva di cui godono oggi: essi, infatti, notarono una certa sensualità nel mettere i tacchi ai piedi delle modelle nude che posavano per le cartoline vittoriane.

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Una pin-up del 1920. Credit: Delta of Venus