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L’attivista russo Alexei Navalny è stato nuovamente arrestato

Navalny è stato fermato dalla polizia mentre stava uscendo di casa per recarsi a un comizio elettorale a Nizhny Novgorod. L'attivista anti-Putin vorrebbe candidarsi alle presidenziali del 2018

Immagine di copertina

L’attivista e blogger russo Alexei Navalny è stato arrestato a Mosca mentre stava uscendo dalla sua abitazione per recarsi a un comizio elettorale a Nizhny Novgorod.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Navalny, che ha pubblicato sul suo account Instagram un video dei due agenti arrivati a prenderlo per condurlo alla centrale di polizia.

Nel post l’attivista ha scritto: “Ho lasciato casa per andare alla stazione di polizia. Mi hanno fermato all’ingresso. È arrivata un’automobile con a bordo dei poliziotti, sembrava la scena di un film”.

Navalny è stato fermato per aver lanciato “ripetuti inviti a partecipare a eventi non autorizzati”, in base a quanto dichiarato dall’ufficio stampa del ministero degli Interni russo all’agenzia di stampa TASS. L’attivista ha respinto le accuse tramite i suoi canali social.

Secondo le autorità di Mosca, le manifestazioni dell’opposizione non possono avere luogo se non approvate in precedenza. Alex Navalny ha invece più volte fatto riferimento ai principi espressi dalla costituzione che tutelerebbero il diritto a scendere in piazza.

Il blogger di 41 anni era stato arrestato il 26 marzo scorso durante una grande manifestazione contro la corruzione a Mosca con l’accusa di avere disobbedito a un poliziotto. L’uomo era poi stato rilasciato il 10 aprile.

L’oppositore russo era stato arrestato di nuovo il 12 giugno, condannato a 30 giorni di carcere con l’accusa di aver organizzato raduni non autorizzati. 25 giorni dopo il rilascio grazie a uno sconto di pena.

Tempo fa l’attivista anticorruzione russo aveva annunciato di volersi presentare alle elezioni presidenziali che si terranno l’anno prossimo.

La commissione elettorale centrale di Mosca ha però bocciato la sua candidatura a causa della condanna per truffa e appropriazione indebita inflittagli nel febbraio 2017.