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Home » Sport

Le sanzioni di Trump toccano anche il calcio: l’Iran vola ai Mondiali senza scarpe

Immagine di copertina
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump; la nazionale di calcio dell'Iran

La Nike ha informato la federcalcio iraniana che non invierà il materiale alla nazionale impegnata al Mondiale

La politica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrà conseguenze anche sui Mondiali di Russia 2018. In particolare sull’Iran, qualificatosi alla coppa del Mondo dove giocherà contro Marocco, Spagna e Portogallo.

Il recente passo indietro del presidente statunitense nell’accordo nucleare con l’Iran e la reintroduzione delle sanzioni contro la repubblica islamica ha fatto sì che anche le aziende USA che forniscono materiali (in questo caso sportivi) a Teheran e dintorni abbiano smesso di fare consegne.

La Nike, colosso statunitense dell’abbigliamento sportivo, ha già comunicato alla nazionale iraniana guidato da Carlos Queiroz che in occasione dei Mondiali non potrà fornire l’attrezzatura a Shojaei e compagni.

L’Iran, che esordirà venerdì 15 giugno alle ore 17 contro il Marocco, si ritroverà quindi a dover utilizzare scarpini diversi, un imprevisto che potrebbe incidere nelle prestazioni dei calciatori.

Secondo diverse indiscrezioni diversi giocatori della selezione iraniana, poco dopo aver appreso la notizia, si siano fiondati nei negozi per acquistare un paio di scarpe sostitutivo. Nessun prodotto su misura come i colleghi delle altre nazionali, ma ciò che offrono i negozi: prodotti commerciali.

Notizia che ha mandato su tutte le furie il ct Queiroz: “I giocatori si abituano al loro equipaggiamento, non è corretto che lo debbano cambiare nella settimana dalla loro prima partita”, ha detto.

“Il Mondiale è una competizione in cui le nazioni si uniscono: tutto ciò è illogico”, ha invece commentato il capitano dell’Iran, Mehdi Mahdavikia.

In occasione della Coppa del Mondo del 2014 in Brasile, l’Iran era sotto l’egida delle sanzioni imposte dall’allora presidente USA Obama, poi tolte in seguito all’accordo nucleare, ma all’epoca il rifornimento di scarpe, scarpini e quant’altro alla squadra che partecipò alla Coppa del Mondo fu garantito senza particolari problemi.

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