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Tour de France 2026: Van der Poel onora la festa di Tadej

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Lo sloveno Tadej Pogacar dell'UAE Team Emirates Paris, durante la terza tappa del Tour de France 2026 a Les Angles. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Lo sloveno Pogacar ha vinto il suo quinto Tour de France

Il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) ha vinto il 113° Tour de France, conclusosi stasera nel tramonto dorato dei Campi Elisi parigini. Il fuoriclasse di Komenda, in classifica generale, ha preceduto di 6’26”il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) con il suo giovane compagno di squadra, il messicano Isaac del Toro, che ha conquistato il terzo posto, staccato di 9’42”, in aggiunta alla maglia bianca della classifica dei giovani. La maglia verde della classifica a punti è stata appannaggio del coriaceo danese Mads Pedersen (Lidl Trek) mentre l’irriducibile ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post) ha vinto, per la seconda volta in carriera, la graduatoria degli scalatori, vestendo la pittoresca maglia a pois.
La frazione odierna era stata ridotta ieri da ASO da 133 a 89 chilometri per la necessità di dirottare sul contenimento degli incendi, che stanno flagellando la Francia in questi giorni, il personale coinvolto nella sicurezza. Pertanto, dopo la presentazione dei corridori a Thoiry, gli stessi sono stati trasferiti a Parigi, dove la gara ha avuto inizio sul tradizionale circuito di sei chilometri da percorrere sette volte con, ciliegina sulla torta, le ultime tre tornate ampliate con la spettacolare scalata fino alla Chiesa del Sacro Cuore di Montmartre. Con una decisione comprensibile, ma forse un po’ troppo cauta, l’organizzazione ha deciso di neutralizzare i tempi validi per la classifica generale proprio ai meno 48 dalla conclusione ossia in coincidenza con l’inizio dei tre giri lunghi.
Com’era da aspettarsi, la gara si è infiammata sulla penultima ascesa verso il Sacro Cuore con un attacco della maglia gialla cui, inizialmente, ha saputo resistere soltanto Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech). Successivamente, sul prestigioso duo sono rientrati Pedersen ed Evenepoel. Questo stellare quartetto è stato poi riagganciato dal gruppo, sotto l’azione della Decathlon, in fondo ai Campi Elisi, a pochi metri dall’ingresso in Place de la Concorde. Sulla terza e ultima arrampicata, è stato l’olandese a prendere l’iniziativa con il solo Pogacar capace, seppur con grande fatica, di resistergli. I due hanno guadagnato 20” che, poi, sono stati erosi, nuovamente grazie al lavoro della Decathlon, riducendosi a cinque ai meno 600 dall’arrivo, all’imbocco dei Campi Elisi. A questo punto, a sorpresa, lo sloveno si è rialzato mentre, con un coraggio che ha sfiorato l’incoscienza, Mathieu ha rilanciato, resistendo strenuamente al rientro del compagno di squadra Jasper Philipsen e della maglia verde e così conquistando l’ultimo prestigioso traguardo di questo Tour de France.
Da stasera il figlio del Tricorno è entrato nell’esclusivo club dei pentavincitori della Grande Boucle, affiancando il suo nome a quello dei quattro fuoriclasse che erano riusciti a compiere in passato tale impresa: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Toltosi a inizio primavera il sassolino della Milano-Sanremo, a Tadej, ora restano da conquistare solo Parigi-Roubaix e Vuelta Espana. A tal riguardo, non è ancora chiaro se parteciperà alla corsa iberica, che prenderà il via dal Principato di Monaco sabato 22 agosto. Dopo l’accoppiata rosa-gialla del 2024, assisteremo a quella giallorossa nel 2026?
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