La dieta di Sofia Goggia, come si tiene in forma la campionessa azzurra
Come si tiene in forma la campionessa azzurra Sofia Goggia.
Sofia Goggia è tornata sul podio olimpico con un bronzo che profuma di impresa alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026. Una medaglia che conferma, ancora una volta, la sua capacità di rialzarsi, reinventarsi e restare competitiva ai massimi livelli nonostante infortuni, pressioni e stagioni complicate.
Dietro la sua forza fisica e mentale c’è un lavoro quotidiano che non riguarda solo allenamenti e preparazione atletica, ma anche un’alimentazione costruita con equilibrio, buon senso e zero ossessioni.
Sofia Goggia, la dieta della campionessa
La campionessa di discesa libera, una delle punte di diamante dello sci azzurro, ha raccontato più volte la sua dieta per sostenere carichi di lavoro intensi e mantenere una condizione ottimale. Il suo approccio è sorprendentemente semplice: una dieta varia, equilibrata e attenta alla stagionalità, senza estremismi e senza rinunce assolute.
Goggia ha spiegato di consumare pochissima pasta e di preferire invece il riso, spesso condito in modo essenziale: una spolverata di Grana Padano e un filo di olio extravergine d’oliva. Una scelta che rispecchia la sua filosofia alimentare: piatti semplici, digeribili, che garantiscono energia senza appesantire. Niente grammature maniacali, niente bilance da cucina. «Non sono come quei colleghi che pesano la bresaola», ha raccontato in un’intervista al Gambero Rosso. «Quando ho più fame aumento le dosi, ovviamente sono seguita da un nutrizionista e mangio solo cose sane, ma non ne faccio un’ossessione».
La sciatrice bergamasca si definisce onnivora, ma con un’attenzione particolare alla qualità e alla frequenza. La carne rossa non è bandita, ma consumata con moderazione. «Non amo le bistecche al sangue tipo Fiorentina, ma una tartare di carne buona è pane per i miei denti», ha spiegato. Nella sua alimentazione trovano spazio anche i piatti del cosiddetto quinto quarto, un retaggio della sua infanzia: il padre, cacciatore, portava a casa animali di cui non veniva sprecato nulla. Una tradizione che Goggia ha mantenuto, trasformandola in un modo per valorizzare ogni parte dell’alimento.

Due elementi non mancano mai nella sua routine alimentare: salmone selvaggio e verdure cotte al vapore. Il primo è una fonte preziosa di proteine e grassi buoni; le seconde garantiscono fibre, vitamine e leggerezza. La campionessa ha confessato anche un piccolo sogno: avere un orto personale, per poter contare sempre su prodotti freschi e di stagione. Un desiderio che racconta bene il suo rapporto con il cibo: naturale, genuino, senza complicazioni.
Goggia non demonizza i dolci, anzi. «Se mi capita sotto al naso una fetta di strudel difficilmente dico no», ha ammesso. A colazione ama il miele, mentre per quanto riguarda l’alcol mantiene un approccio misurato: un calice ogni tanto, preferibilmente una bolla per l’aperitivo o uno Chablis, il suo vino bianco preferito. Il suo riferimento in questo campo è Niccolò Quarteroni e la selezione dell’Agriturismo Ferdy a Lenna, nel cuore del Bergamasco: «Per me è una seconda casa», ha raccontato.
L’alimentazione di Sofia Goggia non è una lista rigida di regole, ma un tassello di un equilibrio più ampio che comprende allenamento, recupero e ascolto del proprio corpo. Un approccio che le ha permesso di tornare competitiva e di conquistare un bronzo olimpico che vale quanto una vittoria. La filosofia della campionessa azzurra è quasi rivoluzionaria: mangiare bene, mangiare sano, ma senza perdere il piacere del cibo. Un messaggio che, al di là dei risultati, racconta molto della sua forza e della sua autenticità.