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Amleto incoronato in riva al Lario dopo la drammatica caduta di Remco

Di Simone Gambino
Pubblicato il 15 Ago. 2020 alle 19:22
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Splendido e crudele come solo il ciclismo sa essere. E’ questa il messaggio che ci dà il Giro di Lombardia 2020, un’autentica corsa ad eliminazione diretta che ha visto i corridori arrivare, uno alla volta, esausti all’arrivo sul lungolago di Como. Ha vinto con pieno merito Jakob Fuglsang. Il danese dell’Astana, già trionfatore dell’ultima Liegi – Bastogne – Liegi, è stato superlativo conquistando così il suo secondo successo in una classica monumento. Dietro allo scandinavo, il neozelandese George Bennett, recente vincitore del Gran Piemonte, ha tentato in vano di contrastare Fuglsang prima di alzare bandiera bianca sulla salita conclusiva di giornata, quel San Fermo della Battaglia tanto caro a Giuseppe Garibaldi.

Il 114° Giro di Lombardia, tuttavia, va ben oltre il suo risultato finale e, probabilmente, verrà ricordato negli anni per un altro episodio che, a quanto risulta dalle ultime notizie, si è concluso in modo molto meno drammatico di quanto apparisse a prima vista. A metà della discesa che dalla Colma di Sormano portava i corridori a Nesso si era formato, al comando, un gruppo di sette corridori: tre uomini della Trek Segafredo, gli italiani Vincenzo Nibali e Giulio Ciccone con il vincitore della scorsa edizione, l’olandese Bauke Mollema, due dell’Astana, il futuro vincitore Jakob Fuglsang con il campione russo Alexander Vlasov, George Bennett della Jumbo – Visma e Remco Evenepoel del Deceunink – Quick Step.

Era stato l’enfant terrible del ciclismo mondiale a causare la selezione già dall’inizio della salita del Ghisallo. Poi, sulla durissima Colma di Sormano, il duo dell’Astana aveva preso in mano la situazione provocando la selezione che aveva lasciato i sette al comando. Vincenzo Nibali prendeva la discesa a tutta causando non pochi problemi ai suoi compagni di fuga.Tra questi, ad andare in difficoltà era proprio Evenepoel che, a metà discesa, perdeva il controllo della bicicletta finendo oltre il parapetto di un ponte, lungo cui restava appoggiata la bicicletta. Il quarto d’ora successivo è trascorso nell’attesa, ed anche nel timore, di notizie sul ventenne fiammingo. Poi, fortunatamente, sono arrivate nuove rassicuranti che speriamo possano essere confermate nelle prossime ore.

Rimasti in sei davanti, i fuggitivi raggiungevano Como per iniziare la penultima asperità di giornata: il Civiglio. Forzava il ritmo la Trek – Segafredo ottenendo il solo risultato d’eliminare se stessa dalla corsa. A metà salita, dopo che Nibali aveva dato quel poco che gli restava, partiva Fuglsang seguito a ruota da Bennett. Vlasov, dopo un iniziale marcamento sui tre Segafredo, andava poi a raggiungere i due fuggitivi formando un inedito trio al comando: due Astana ed un Jumbo – Visma. Si arrivava così alla resa dei conti sul San Fermo. Bennett rompeva gli indugi, eliminando Vlasov con uno scatto repentino. Fuglsang, però, resisteva e a 500 metri dallo scollinamento, piazzava lo scatto decisivo che rompeva la residenza del tasmanico. Per la prima volta nella sua ultracentenaria storia, il Giro di Lombardia parlava danese.

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