Giro d’Italia 2026: Valgren prolunga i festeggiamenti reali danesi
Il danese Michael Valgren (EF Education Easy Post) ha conquistato, con un colpo da finisseur, la diciassettesima tappa del 109° Giro d’Italia lungo i 202 chilometri che hanno portato i corridori da Cassano d’Adda, in Lombardia, fino ad Andalo in Trentino. Il 34enne di Osterild ha completato la frazione odierna in 4h41’33” alla media di 43.047 kmh, precedendo di tre secondi il campione di Norvegia Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e di sei il ragusano Damiano Caruso (Bahrain Victorious). Resta immutata nelle posizioni di vertice la classifica generale con Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) in maglia rosa. Il re pescatore, sempre più padrone del Giro, può vantare un margine rassicurante di 4’03” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) e di 4’27” sull’olandese Thymen Arensman (Netcompany Ineos). Grazie ai cinque minuti abbondanti guadagnati oggi, Caruso compie un discreto balzo in avanti in graduatoria portandosi dal 14° al 9° posto, distante 8’34” da Vingegaard.
Celebrato il 60° anniversario della conquista del Giro da parte di Gianni Motta, la corsa ha mosso dalle rive dell’Adda in mezzo a ripetuti tentativi di evasione. La situazione di perenne fluidità ha trovato un momento di stasi solo ai meno 60 dal traguardo con il compattarsi in testa d’un drappello formato dai seguenti 26 corridori: gli italiani Caruso, Manuele Tarozzi (Bardiani CSF), Mattia Bais e Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), Giulio Ciccone (Lidl Trek), Simone Gualdi (Lotto Intermarché) e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick Step), quest’ultimo accompagnato dal compagno di squadra, il belga Fabio Van Den Bossche, i danesi Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets) e Valgren, il quartetto del Team Movistar composto dagli spagnoli Enric Mas e Juan Pedro López, dal colombiano Einer Rubio e dall’azzurro Lorenzo Milesi, il ceco Jan Hirt (NSN Cycling Team), il trio dell’Uae Team Emirates XRG consistente nell’ecuadoriano Jhonatan Narváez, nell’elvetico Jan Christen e nell’iberico Igor Arrieta, il norvegese Leknessund, l’austriaco Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), il francese Rémi Cavagna (Groupama FDJ), la coppia Red Bull Bora Hansgrohe costituita dal russo Alexander Vlasov e dall’olandese Mick Van Dijke, gli altri tre tulipani Jardi Christiaan Van Der Lee (EF Education Easy Post), Frank Van Den Broek e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), il tedesco Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), e la coppia della Pinarello Q36.5 Pro Cycling con lo spagnolo David De La Cruz e l’inglese Mark Donovan.
Dopo che Narvaez, passando per primo al traguardo a punti di Roncone, si è nuovamente impossessato della maglia ciclamino, sfilandola al francese Paul Magnier (Soudal Quick Step), si sono avvantaggiati in otto: il duo Movistar López e Rubio, Caruso, Garofoli, Valgren, Leknessund, Arrieta e Vlasov. Sfruttando il vantaggio numerico, la Movistar ha imposto il ritmo. In prossimità del Chilometro Red Bull, ai meno 15 dall’arrivo, ha allungato Rubio portandosi dietro Valgren. Senza scattare, ma salendo del proprio passo, Arrieta, Caruso, Vlasov e Leknessund sono riusciti a rientrare sui due battistrada a 1.800 metri dal traguardo. E’ seguito un rallentamento fisiologico, brutalmente interrotto dalla rasoiata decisiva di Valgren che, poco prima del triangolino rosso dell’ultimo chilometro, ha lasciato sul posto i compagni di fuga, andandosi a prendere il successo di giornata, il suo primo in una grande corsa a tappe a otto anni dal trionfo nella Amstel Gold Race.
Domani il Giro continuerà la sua marcia verso est con la diciottesima tappa di 171 chilometri da Fai della Paganella, in Trentino, a Pieve di Soligo, nella marca trevigiana. Una frazione che parrebbe adatta alle fughe con la principale asperità, il feroce muro di Ca’ del Poggio, ai meno 10 dal traguardo. Sarà l’ultima occasione di gloria per chi avrà coraggio e ambizione per cercarla.