Giro d’Italia 2026: un cinico Vingegaard beffa un generoso Ciccone
Il danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) ha vinto la nona tappa del 109° Giro d’Italia che ha portato i corridori, attraverso 184 chilometri tutti in terra d’Emilia-Romagna, da Cervia ai 1.471 metri del Corno alle Scale in provincia di Bologna. Il re pescatore ha così bissato il successo di venerdì scorso sulla Maiella con il tempo di 4h20’21” alla media di 42.404 kmh, precedendo nuovamente l’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), questa volta di 12”, con il suo gregario, il lombardo Davide Piganzoli, che ha guadagnato una meritatissima terza moneta a 34”. Immutata nei protagonisti, ma non nei distacchi, la classifica generale con il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) che ha conservato la maglia rosa con un vantaggio di 2’24” sul due volte vincitore del Tour de France e di 2’59” sul sorprendente Gall.
La frazione odierna ha ricordato il crudele gioco del gatto contro il topo. Inizialmente sono andati in fuga otto corridori: gli italiani Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Davide Ballerini (XDS Astana Team) e Lorenzo Milesi (Movistar Team), il colombiano Einar Rubio, compagno di Milesi, il norvegese Sakaria Koller Løland (Uno X Mobility), il belga Jonas Geens (Alpecin PremierTech), l’olandese Tim Naberman (Team PicNic PostNL). Al chilometro 120, si sono portati sui battistrada il toscano Diego Ulissi, compagno di Ballerini, l’abruzzese Giulio Ciccone (Lidl Trek) e il fiammingo Toon Aerts (Lotto Intermarchè). Questi undici hanno imboccato il GpM di terza categoria della Querciola con un margine di 2’20”. L’ascesa ha dimezzato il drappello dei fuggitivi, lasciando in avanscoperta solo Ciccone, Ulissi, Milesi, Bais, Aerts e Rubio, transitati in vetta con distacco immutato sul gruppo dei migliori.
In prossimità del Chilometro Red Bull, ai meno 12, hanno allungato Ciccone e Rubio. Intanto, dietro, gli uomini di classifica hanno ridotto il deficit a 1’45, per poi portarlo a 1’13” a otto dall’arrivo. A questo punto, l’abruzzese, comprendendo che senza un’accelerazione il suo destino sarebbe stato segnato, ha salutato Rubio, lanciandosi solitario verso il traguardo. Ai meno cinque, alla Decathlon, che aveva tirato il gruppo ininterrottamente per tutta la giornata, è subentrata la Visma, che ha impresso una ulteriore accelerazione che ha mandato in crisi Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe). Ciccone è passato sotto lo striscione dei meno quattro con ancora 56” sul gruppo. Poi si è spenta la luce. Ai meno due, lo scatto di Gall con Vingegaard a ruota ha segnato la fine del sogno per il generoso corridore teatino, raggiunto e superato a 1.200 metri dallo striscione finale. Subito dopo il triangolino rosso, il danese ha lasciato sul posto l’austriaco, involandosi verso la vittoria. La maglia rosa, eroicamente, ha limitato i danni, perdendo solo 41”. È andata peggio a Pellizzari, giunto a 1’27” e sceso in graduatoria al nono posto a 5’15”.
Domani è previsto il secondo dei tre giorni di riposo. Martedì il Giro riprenderà da Viareggio con l’unica tappa a cronometro di questa edizione. Si pedalerà lungo 42 chilometri completamente pianeggianti fino a Massa. Esclusa una breve deviazione all’interno della località d’arrivo, il percorso sarà interamente sul lungomare. A mezzo secolo di distanza viene, quindi, riproposta, la prova contro il tempo versiliese che dal 1972 al 1975 fu una costante della corsa rosa.