Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:32
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Sport

Giro d’Italia 2026, dal Mar Nero al Circo Massimo nel segno di Amleto

Immagine di copertina
Credit: Giorgio Ialenti

Partirà venerdì, da Nesebar, cittadina bulgara sul Mar Nero, l’edizione 109 del Giro d’Italia che terminerà domenica 31 maggio a Roma, in via del Circo Massimo, davanti alla statua di Giuseppe Mazzini. Le tre frazioni nella terra di Asparukh, con arrivi, nell’ordine, a Burgas, Veliko Tarnovo e Sofia, saranno prive di grandi insidie. Ne consegue che dovrebbero essere appannaggio dei velocisti. Domenica 10 maggio, dopo l’arrivo nella capitale, ci sarà il rientro dalla Bulgaria in Italia.
La corsa riprenderà dalla Calabria, dopo il primo giorno di riposo, con la Catanzaro-Cosenza, comprendente il Gpm di Cozzo Tunno, una salita di seconda categoria a 40 chilometri dal traguardo che potrebbe selezionare il gruppo. Appare leggermente più impegnativa la tappa successiva che, in 203 chilometri, porterà i corridori da Praia a Mare a Potenza con l’ascesa verso Viggiano ai meno 50 dall’arrivo. Il giorno seguente a Napoli si assisterà a una volata generale in Piazza del Plebiscito, nuova sede d’arrivo dopo quattro conclusioni consecutive su Lungomare Caracciolo. Venerdì 15 maggio l’agone entrerà nel vivo con la frazione più lunga di questa edizione. Saranno, infatti, 244 i chilometri che da Formia porteranno ai 1.665 metri del Blockhaus della Maiella dove la classifica generale comincerà a prendere forma. La battaglia per la maglia rosa proseguirà nel fine settimana con altre due giornate impegnative: la tappa dei muri marchigiani da Chieti a Fermo e l’arrivo tosco-emiliano ai 1.471 metri del Corno alle Scale che precederà il secondo giorno dì riposo.

La ripresa delle ostilità coinciderà con l’unica cronometro di questa edizione: i 40 chilometri sul lungomare da Viareggio a Massa che potrebbero consentire agli specialisti contro il tempo di recuperare il terreno perduto in precedenza. Dopo quattro frazioni consecutive rilevanti per la classifica, i successivi traguardi di Chiavari, Novi Ligure e Verbania sembrano disegnati apposta per premiare chi avrà il coraggio d’attaccare da lontano. Sabato 23 maggio si disputerà la durissima tappa valdostana da Aosta a Pila. Sarà una giornata decisiva per l’esito finale della corsa con 4.400 metri di dislivello disseminati lungo soli 133 chilometri che si concluderanno con la scalata allo striscione conclusivo posto a quota 1.793. Il giorno successivo si pedalerà in relax da Voghera a Milano alla vigilia dell’ultimo riposo.

Non ci sarà quest’anno la frazione regina del martedì conclusivo. Si sconfinerà in Svizzera, nel Canton Ticino, da Bellinzona a Cari’, con l’unica vera asperità nella salita finale che porterà ai 1.644 metri del traguardo. Mercoledì 27 maggio si partirà da Cassaro d’Adda, nel 60° anniversario del trionfo rosa di Gianni Motta, con destinazione Andalo in Trentino per una tappa da fuga da lontano. Il giorno dopo a Pieve di Soligo, Ca’ del Poggio permettendo, dovrebbe aver luogo la penultima volata di quest’anno. Venerdì 29 maggio sarà il giorno del giudizio. Da Feltre all’inedito traguardo dei Piani di Pezze, sopra Alleghe, ci saranno da affrontare 5.000 metri di dislivello lungo i 151 chilometri del percorso. Non mancheranno le salite dolomitiche che hanno segnato la storia del Giro tra cui il Passo Giau, dove a quota 2.236 sarà posta la Cima Coppi. L’ultima frazione influente per la classifica sarà in terra friulana in doveroso omaggio al cinquantenario del terremoto del 1976. La corsa muoverà da Gemona, epicentro del sisma mezzo secolo fa, per arrivare, dopo una doppia scalata, a Piancavallo. Poi, in treno, tutti a Roma per il gran finale tra i monumenti della città eterna.

Venendo alla lista dei partecipanti, c’è il rischio concreto di dover ripetere quanto scritto due anni fa. Allora, alla partenza da Torino, la presenza di Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) tarpava le ali sul nascere a qualsiasi ipotesi alternativa. Oggi a recitare il ruolo del predestinato alla vittoria finale troviamo Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) al suo esordio al Giro d’Italia, l’unica delle tre grandi corse a tappe che manca nel suo palmares. Il danese sarà sostenuto da un trio di grande esperienza, formato dallo statunitense Sepp Kuss, vincitore della Vuelta 2023, dal belga Victor Campenaerts, già recordman dell’ora, e dall’olandese Wilco Kelderman, terzo al Giro nel 2020. Saranno, invece, risparmiati per il Tour de France il vincitore della Parigi-Roubaix, Wout Van Aert, decisivo l’anno scorso per la vittoria di Simon Yates, e l’altro americano Matteo Jorgenson.

A frapporsi alla conquista della tripla corona da parte del re pescatore ci sarà, in primis, la UAE. Pur priva del campione del mondo, del messicano Isaac Del Toro, secondo l’anno scorso dopo 12 giorni in maglia rosa, e del portoghese Joao Almeida, originariamente destinato a fungere da capitano, il team emiratino ha allestito una squadra di prim’ordine. Il britannico Adam Yates tenterà d’emulare il gemello Simon, ritiratosi a fine 2025, succedendogli nell’albo d’oro della corsa rosa. In alternativa, l’australiano Jay Vine, competitivo su tutti i terreni, avrà finalmente l’occasione di misurarsi in classifica per comprendere le sue effettive potenzialità. Infine, occhio a Jhonatan Narvaez, campioncino ecuadoriano il cui scatto in salita è quasi pari a quello del fuoriclasse di Komenda. La Red Bull Bora Hansgrohe, per parte sua, cercherà d’interpretare il ruolo del terzo incomodo con due capitani dalla cifra tecnica elevatissima. Jai Hindley, trionfatore in rosa all’Arena di Verona nel 2022 e il marchigiano Giulio Pellizzari, recente vincitore del Tour of the Alps, su cui vengono riposte le più sostanziali speranze azzurre dai tempi di Vincenzo Nibali.

Giro d'Italia 2026, dal Mar Nero al Circo Massimo nel segno di Amleto
Credit: Giorgio Ialenti

Ci sono, poi, due formazioni che, seppure inferiori alle tre sopracitate, sono decisamente superiori alle altre compagini. La Lidl Trek che oltre a Jonathan Milan, all’inseguimento della sua terza maglia ciclamino dopo quella verde conquistata l’anno scorso al Tour de France, schiererà Giulio Ciccone, ufficialmente solo in caccia di successi parziali, e il campione del Canada Derek Gee West, desideroso di migliorare il quarto posto finale di dodici mesi fa. La Netcompany Ineos, oltre che su Filippo Ganna per la cronometro, punterà per la classifica sull’olandese Thymen Arensman e sul risorto colombiano Egan Bernal, vincitore del Giro 2021. L’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Tram) e lo spagnolo Enric Mas (Team Movistar), entrambi al debutto nella corsa rosa, tenteranno d’inserirsi nelle posizioni alte della graduatoria, imitati dagli australiani Ben O’Connori (Team Jayco Alula) e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e dal tandem Bahrain Victorious formato dal colombiano Santiago Buitrago e dall’eterno Damiano Caruso, il più anziano in corsa con i suoi 38 anni suonati
Non mancheranno al via gli sprinter. Detto di Milan, restando in Italia, si confida in Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team). L’australiano Kaden Groves (Alpecin Deceunick), gli olandesi Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) e Casper van Uden (Team Picnic PostNL) e il belga Arnaud De Lie (Lotto Intermarchè) disporranno di squadre interamente dedicate a loro mentre il tedesco Pascal Ackermann (Team Jayco Alula), il danese Tobias Lund Andresen, (Decathlon CMA CGM Tram) e il francese Paul Magnier (Soudal Quick Step) dovranno arrangiarsi senza poter contare su un proprio treno per le volate. Una compagine che vorrà ripetere quanto di buono fatto l’anno scorso sarà la XDS Astana che dodici mesi fa conquistò l’unico successo azzurro al Giro con Christian Scaroni, indossò la maglia rosa con Diego Ulissi e vinse la classifica scalatori con Lorenzo Fortunato. Il bolognese, purtroppo, non sarà al via ma la compagine italo-kazaka potrà contare anche sul vincitore del Giro delle Fiandre 2019, Alberto Bettiol. Infine, non va dimenticato il fiammingo Jasper Stuyven (Soudal Quick Step). Il vincitore della Milano-Sanremo 2021, alla sua terza partecipazione al Giro, vorrà centrare quel successo che più volte ha sfiorato nelle sue due precedenti partecipazioni.

Ti potrebbe interessare
Sport / Il Verdura Resort annuncia il primo “Sir Rocco Forte Captain’s Trophy”
Calcio / Calcio in lutto: è morto a 69 anni Evaristo Beccalossi
Sport / Roma Fiorentina streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Ti potrebbe interessare
Sport / Il Verdura Resort annuncia il primo “Sir Rocco Forte Captain’s Trophy”
Calcio / Calcio in lutto: è morto a 69 anni Evaristo Beccalossi
Sport / Roma Fiorentina streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Sport / Inter Parma streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Sport / Juventus Verona streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Sport / Sassuolo Milan streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Sport / Como Napoli streaming e diretta tv: dove vedere la partita di Serie A
Sport / Morto Alex Zanardi: le cause della morte dell’ex pilota e atleta paralimpico
Sport / Morto Alex Zanardi: l’ex pilota e campione paralimpico aveva 59 anni
Sport / Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Tadej fa tredici al Totomonumento