Morto Alex Zanardi: le cause della morte dell’ex pilota e atleta paralimpico
Morto Alex Zanardi: le cause della morte dell’ex pilota e atleta paralimpico
“E’ con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio”. Così la nota della famiglia nell’annunciare la morte del grande campione che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari – si legge – la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”. Con questa nota questa mattina la famiglia di Alex Zanardi ha comunicato la morte dell’atleta paralimpico ed ex pilota di Formula 1.
Zanardi avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 23 ottobre, ma già da sei anni era sparito dalla scena pubblica. Le sue condizioni di salute erano rimaste strettamente riservate dopo lo scontro con un camion sulle colline senesi sopra Pienza. Uno scontro, il 19 giugno 2020, con un camion mentre in handbike partecipava a una gara di beneficenza da lui organizzata. Dopo un anno e mezzo di operazioni e ricoveri, il ritorno a casa, per continuare un lungo percorso di riabilitazione e cure, avvolto nel silenzio. Fino alla terribile notizia di stamattina che lascia il mondo dello sport, e non solo, sgomenti.
Zanardi è stato nella sua prima vita un pilota capace di arrivare fino alla Formula 1. Il debutto arriva con la Jordan nel 1991, poi Minardi e Lotus. L’ultima avventura è datata 1999, con la Williams. Poi passa alla Formula Cart. E la sua vita cambia per sempre il 15 settembre 2001 sul circuito tedesco di Lausitzring: rischia la vita per un incidente, riesce a salvarsi solo con l’amputazione di entrambe le gambe. Zanardi torna a correre in macchina, dopo 15 operazioni, facendosi realizzare dei comandi speciali per guidare solo con le mani.
Poi cambia nuovamente vita e passa all’handbike, diventando un’icona e un campione assoluto dello sport paralimpico. Ai Giochi di Londra nel 2012 con l’handbike conquista due ori e un argento. A Rio 2016 altri due ori e un secondo posto. Oltre a 12 campionati iridati vinti in ogni angolo del mondo. Diceva sempre: “La vita è sempre degna di essere vissuta, e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni”.