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Giro d’Italia 2020, ottava tappa: Alex Dowsett santifica lo Shabbath

Di Simone Gambino
Pubblicato il 10 Ott. 2020 alle 19:30 Aggiornato il 10 Ott. 2020 alle 19:31
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Immagine di copertina
Alex Dowsett. Credit Image: © David Stockman/Belga via ZUMA Press

Non aveva mai vinto una corsa da quando è entrata nel World Tour la Israel Start-Up Nation, la squadra il cui progetto ha preso vita due anni fa con la partenza del Giro d’Italia 2018 dalla Terra Santa. Oggi ha rotto il ghiaccio in modo appropriato, scegliendo per farlo il giorno della settimana sacro al popolo ebraico: il sabato. Il britannico Alex Dowsett ha vinto in modo enfatico l’ottava tappa di questa edizione della corsa rosa: 200 km esatti, tutti in terra pugliese, che portavano la carovana da Giovinazzo fino all’arrivo di Vieste sul Gargano.

È stata una tappa bizzarra, disputata in realtà da solo sei corridori, mentre il gruppo ha pedalato in scioltezza giungendo al traguardo con quasi 14′ di distacco dal vincitore. Lo shock per la notizia della positività al Covid 19 di Simon Yates (Mitchelton Scott) o forse l’apprensione per la durissima tappa di domani, dove è previsto maltempo con temperature a singola cifra al traguardo, possono aver agito da deterrenti contro l’agonismo.

Preso atto dei ritiri di Edoardo Affini (Mitchelton Scott), Sean Bennett (EF Pro Cycling), Tony Gallopin (Ag2r La Mondiale) e Patrick Gamper (Bora-Hansgrohe), in aggiunta a quello di Yates, la corsa è partita con i soliti fuochi d’artificio con tentativi di fuga a ripetizione. Quello buono si concretizzava dopo 20 km con un sestetto così composto:  Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers), Joey Rosskopf (CCC Team), Alex Dowsett, Matthias Brandle (Israel Start-Up Nation), Matthew Holmes (Lotto-Soudal), Simone Ravanelli (Androni Giocattoli-Sidermec).

Con il gruppo in versione cicloturistica, i sei procedevano in armonia, passando al GPM di seconda categoria di Monte Sant’Angelo, a meta corsa, con un vantaggio di 10′. Dietro forava Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) perdendo un minuto. Neanche questo riusciva ad accendere la corsa tra i migliori con il danese che, aiutato dal compagno Fabio Felline, rientrava rapidamente in gruppo.

Era Puccio a dare fuoco alle polveri a 25 km dall’arrivo sul primo passaggio sulla salita di Via Saragat. Gli resistevano solo Holmes e Rosskopf mentre cedeva Ravanelli con il duo della Israel Start-Up Nation. Dowsett e Brandl facevano, però, valere le loro doti di cronomen in discesa ricompattando il sestetto. Conscio del rischio di venire staccato in modo definitivo sul secondo passaggio di Via Saragat, Dowsett rompeva gli indugi, partendo in solitaria quando mancavano 18 km all’arrivo. Gli avversari forse dimentichi delle sue ottime qualità contro il tempo, non a caso aveva già vinto al Giro nel 2013 la crono di Saltara, gli lasciavano troppo spazio.

Presentatosi all’imbocco dell’ultima salita con 55” di vantaggio, l’inglese, pur perdendo mezzo minuto nel chilometro con punte al 17%, riusciva a scollinare da solo tornando a guadagnare terreno appena la strada ricominciava a scendere. Il ciclista dell’Essex poteva così presentarsi sul rettilineo d’arrivo in beata solitudine per godersi una vittoria che gli serviva come il pane. Senza un contratto per il 2021 e con un figlio in arrivo a gennaio, da stasera, parafrasando una canzone di un noto cantante nato non lontano da Vieste, per lui “il mondo è (meno) grigio e (un po’ più) blu”.

Come per il passaggio da Nicola di Bari a Frankie Lane, così il contrasto tra la tappa odierna e quella di domani non potrebbe essere più lampante. Da San Salvo all’arrivo di Roccaraso Aremogna si assisterà ad un’autentica sfida all’ok corral tra i pretendenti alla vittoria finale in questo 103° Giro d’Italia. Lungo i 208 km del percorso sono disseminati quattro GPM: al Passo Lanciano, prima categoria dopo 100 km, seguiranno due traguardi di secondo livello, il Passo San Leonardo dopo 155 ed il Bosco di Sant’Antonio dopo 181, prima dell’arrampicata finale attraverso il Pian delle Cinque Miglia fino al traguardo finale, GPM di prima categoria, posto a 1658 metri. Le terre che diedero i natali ad Ignazio Silone ed al Cardinal Giulio Mazzarino ci indicheranno la direzione che prenderà questa corsa rosa in versione autunnale.

Speciale Giro d’Italia 2020: la cronaca di Simone Gambino su TPI

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