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Diego Maradona morto dopo un arresto cardiocircolatorio: la malattia del campione

Di Antonio Scali
Pubblicato il 25 Nov. 2020 alle 17:36 Aggiornato il 25 Nov. 2020 alle 18:11
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Immagine di copertina

Diego Maradona morto dopo un arresto cardiocircolatorio: la malattia del campione

Diego Armando Maradona è morto oggi, 25 novembre 2020, dopo un arresto cardiocircolatorio nella sua casa di Tigre, in Argentina, dove stava trascorrendo la convalescenza dopo l’intervento chirurgico alla testa di qualche settimana fa per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. Ma qual era la malattia di Maradona?

Dopo il delicato intervento, il 60enne campione argentino era stato dimesso dalla clinica di Olivos.”Ciò di cui ha bisogno ora è di stare con la sua famiglia e di essere circondato da professionisti della salute. Con i medici e la sua famiglia, Diego sarà come dovrebbe essere: felice”, aveva aggiunto il suo avvocato dopo l’operazione. Leopoldo Luque, medico personale del Diez, rassicurò tutti dopo l’intervento d’urgenza per rimuovere l’edema. “È già sveglio e lucido, ha reagito benissimo”. In passato aveva avuto problemi di dipendenza dall’alcol e dalle droghe, in particolare la cocaina. Per due volte inoltre, nel 2005 e nel 2015, gli era stato applicato il bypass gastrico per salvarlo dalla bulimia.

Più volte ha rischiato di morire per i suoi eccessi. Nel 2000 è stato colpito da un infarto a seguito di un’overdose nella località balneare uruguaiana di Punta del Este, per seguire una lunga cura a Cuba. Nel 2004, quando pesava più di 100 kg, ha dovuto fare i conti con un’altra crisi cardiaca a Buenos Aires, superata anche in questo caso. Quindi ha subito un intervento chirurgico allo stomaco per perdere molto peso. Nel 2007, il consumo eccessivo di alcol lo aveva portato in ospedale, mentre recentemente si è sottoposto a un intervento per inserire una protesi a causa del dolore alle ginocchia.

Chi era Maradona

Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960 – Tigre, 25 novembre 2020) è stato un allenatore di calcio, dirigente sportivo e calciatore argentino. È stato il capitano della nazionale argentina vincitrice del campionato del mondo 1986. Soprannominato El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994), vincendo da protagonista il torneo del 1986; i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in nazionale costituirono due record, successivamente battuti. Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina.

Maradona, morto oggi all’età di 60 anni, è stato tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso). CT dell’Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

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