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Clamoroso in Serie C: Cuneo-Pro Piacenza 20-0, Gravina: “Sarà l’ultima farsa”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 17 Feb. 2019 alle 18:01 Aggiornato il 17 Feb. 2019 alle 18:04
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Immagine di copertina

CUNEO PRO PIACENZA 20-0 – Clamoroso in Serie C. Il Pro Piacenza, costretto da Figc e LegaPro a scendere in campo contro voglia per non incorrere nella quarta rinuncia e, di conseguenza, nell’esclusione dal campionato (come è invece capitato al Matera), si è presentato a Cuneo, gara valida per la 27esima giornata, con soli sette giocatori in regola con i tesseramenti. Risultato? 20-0 per gli avversari.

Partita del girone A di Serie C iniziata fin da subito in modo anomalo. Il Pro Piacenza infatti è sceso in campo con il numero minimo di giocatori necessario per non perdere a tavolino: sette (Sarr, Di Bella, Valente, Migliozzi, Cirigliano, Del Giudice, tutti nati tra il 2000 e il 2002, e il massaggiatore Picciarelli, classe 1980, poi uscito per infortunio dopo l’arrivo del documento di Isufi, un 2001 che se l’era dimenticato a casa), e senza un allenatore – sostituito dal “capitano”, il 18enne Cirigliano.

Il Pro Piacenza aveva già rinunciato per le gravi difficoltà societarie (crisi economica micidiale, tra istanze di fallimento, stipendi non pagati e ingiunzioni dei creditori) alle gare contro Pro Vercelli, Juventus U23 e Siena, e ha otto incontri da recuperare.

Giovedì era quindi arrivato l’ordine del presidente della LegaPro, Francesco Ghirelli, di far giocare le gare come da calendario. Quindi la partita con il risultato finale clamoroso ha fatto tuonare il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina che ha commentato così il 20-0: “Sarà l’ultima farsa. Quanto accaduto con la squadra del Pro Piacenza è un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti. In questa situazione surreale, la Figc aveva il dovere di far rispettare tutte le regole ed ha esercitato tale ruolo – le sue parole -. La nostra responsabilità è quella di tutelare la passione dei tifosi, gli imprenditori sani e la credibilità dei campionati: quella cui abbiamo assistito, nostro malgrado, sarà comunque l’ultima farsa”.

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