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Francia Turchia 1-1, a fine partita i giocatori ospiti fanno ancora il saluto militare pro Erdogan

Nonostante le polemiche della vigilia di Turchia-Francia, con il saluto militare lo juventino Demiral, il milanista Calhanoglu e compagni hanno nuovamente mostrato al mondo con chi si schierano sull'invasione dei territori curdi in Siria

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 15 Ott. 2019 alle 10:01 Aggiornato il 15 Ott. 2019 alle 10:02
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Francia Turchia 1-1, ancora un saluto militare dei calciatori pro Erdogan

Dopo una vigilia carica di polemiche, con i padroni di casa che hanno chiesto persino di annullare il match, ieri sera la partita di qualificazione agli Europei 2020 tra Francia e Turchia si è giocata regolarmente: al termine della sfida, tuttavia, i calciatori turchi si sono nuovamente esibiti nel saluto militare. Un chiaro segnale del pieno appoggio dei giocatori alle politiche del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan riguardo all’invasione dei territori curdi in Siria.

Dopo 90 minuti intensi ma corretti, che hanno visto le due formazioni chiudere sul punteggio di 1-1 (reti di Giroud e Ayahn) rimandando di fatto ogni discorso per la qualificazione ai prossimi Europei, le telecamere hanno pizzicato i giocatori ospiti sotto la loro curva. Mimando quel gesto inequivocabile che già aveva riempito gli spalti dello Stade de France durante l’inno nazionale turco, un’ora e mezza prima. Tra i giocatori esultanti c’era anche Merih Demiral, difensore della Juventus.

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Nel post-gara, poi, è intervenuto sul tema anche Hakan Calhanoglu, numero 10 della Nazionale turca e anche del Milan: “Gioco per la Nazionale e quando lo faccio la politica è da un’altra parte. Noi giochiamo a pallone, ma siamo al 100 per cento con la nostra nazione. Anche se comunque non sempre è tutto bello”. Sul suo comportamento, in questi giorni, il Milan ha deciso di non esprimersi. La stessa strategia usata dalla Juventus per Demiral e dalla Roma per Cengiz Ünder, un altro che il saluto militare pro Erdoğan lo espone con fierezza.

L’unica squadra internazionale ad aver preso una posizione contraria al comportamento di un suo giocatore turco, finora, è stato il St Pauli in Germania: la squadra di Amburgo, che milita in seconda divisione tedesca, ha licenziato il centrocampista Cenk Sahin, che aveva pubblicato sui social un post a favore di Erdoğan.

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Tornando a Francia-Turchia, nel pomeriggio di ieri, 14 ottobre, in tanti avevano sperato che l’Uefa decidesse di non far giocare la partita, vista la situazione in Siria. Non è arrivato però, dal massimo organismo europeo, nessuno stop al match. “Non possiamo accogliere decentemente allo Stade de France coloro che salutano il massacro dei nostri alleati curdi“, aveva scritto su Twitter il presidente del partito centrista Udi Jean-Christophe Lagarde, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha deciso di non recarsi allo stadio.

La partita, poi, si è svolta senza particolari problemi sugli spalti, grazie anche al grande numero di agenti coinvolti per garantire la sicurezza allo stadio.

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