Report: le anticipazioni della puntata di stasera, 17 maggio 2026, su Rai 3
Report: anticipazioni della puntata, in onda stasera 17 maggio 2026 su Rai 3
Questa sera, domenica 17 maggio 2026, va in onda in prima serata la nuova stagione di Report, il programma d’inchieste giornalistiche in onda su Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci. Tanti gli argomenti affrontati anche in questa puntata, a partire dalle ore 20,30. Di seguito le anticipazioni e i servizi della puntata di Report, in onda domenica 17 maggio 2026 su Rai 3.
I servizi e le inchieste di stasera
Nella tradizione parlamentare italiana al presidente del Senato, che rappresenta la seconda carica dello Stato, è sempre stata richiesta la massima imparzialità. Ma è stato così in diversi interventi di Ignazio La Russa, alcuni dei quali riguardano anche i suoi figli? Nell’inchiesta di Giorgio Mottola con la collaborazione di Greta Orsi “In nome del padre” – in onda domenica 17 maggio alle 20.30 su Rai 3 e RaiPlay – “Report” ricostruisce con testimonianze inedite il ruolo che avrebbe avuto La Russa nell’ascesa del primogenito Geronimo alla guida di Aci, nel percorso politico iniziato dal secondogenito Lorenzo Kocis e nella vicenda giudiziaria che ha riguardato il terzogenito Leonardo Apache.
Poi, “Il braccio destro” di Luca Bertazzoni con la collaborazione di Samuele Damilano. Al di là della comunicazione social ufficiale di Fratelli d’Italia, “Report” indaga su una serie di pagine non legate a Fdi, ma che pongono l’accento su temi molto cari alla destra: dalla piattaforma digitale Esperia a “Siete dei poveri comunisti” che ha anche creato un merchandising gestito dall’ex esponente di Forza Nuova Martin Avaro.
Per “Lab Report”, infine, Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale propongono “Giustizia cieca”. “Report” torna sulle falle del sistema informatico al Ministero della Giustizia, dopo aver rivelato l’esistenza su oltre 40mila postazioni della Giustizia dell’ormai noto Ecm, un comune programma informatico che potrebbe permettere di controllare a livello centrale tutte le postazioni periferiche. Con un effetto collaterale non banale, però, in un contesto sensibile come quello della magistratura: il programma offrirebbe la possibilità concreta di entrare nei computer di giudici e procuratori senza richiederne il consenso e soprattutto senza alcun tipo di notifica. Con documenti e testimonianze esclusive, “Report” replica a tutte le rassicurazioni del Ministero e conferma tutti i dubbi della magistratura e delle opposizioni. Dal ruolo degli amministratori alle pratiche sulla trasparenza sino ai fornitori esterni: ci sarebbe più di un buco nel sistema informatico della Giustizia, ma finora l’unico a pagare è stato il tecnico che ha sollevato il caso prima in Procura a Torino e poi con “Report”.