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“Non chiamatelo caso Ghali, per me era solo il caso di parlarne”: le parole del cantante dopo le polemiche

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“Quando penso che va tutto bene nella mia vita mi ricordo che nel mondo c’è qualche problema che non posso ignorare: non chiamatelo caso Ghali, per me era solo il caso di parlarne”. Queste le parole pubblicate ieri sera su Instagram da Ghali, il cantante finito al centro delle polemiche sanremesi.

Dal palco del Teatro Ariston, infatti, l’artista, classe 93, non solo ha intrattenuto il pubblico con la canzone “Casa Mia” ma ha anche provato a sensibilizzare su un tema molto importante: la guerra. Così il suo “stop al genocidio”, a fine esibizione, ha fatto discutere.  L’ambasciatore israeliano subito era intervenuto dicendo: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”. Quindi la replica di Ghali: “Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire. Ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco: ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino”. E ancora: “Il fatto che l’ambasciatore parli così non va bene, continua la politica del terrore, la gente ha paura di dire stop alla guerra, stop al genocidio, stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono viva la pace. Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanti geni ci sono lì in mezzo”.

Poi ancora polemiche con il comunicato Rai letto in diretta da Mara Venier, durante la puntata di Domenica In – Speciale Sanremo 2024: “L’amministratore delegato Roberto Sergio ha dichiarato questo: ‘Ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano e continueranno a farlo, la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica è sentita e convinta”. Quindi la conclusione della Venier: “Sono le parole, che ovviamente condividiamo tutti, del nostro amministratore delegato Roberto Sergio”. Risultato: altre polemiche e insulti a non finire rivolti in particolare all’Ad della Rai, Roberto Sergio, e alla conduttrice.

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