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Balotelli a Le Iene: “Ho accusato alcuni scemi, non tutta Verona”

Il calciatore del Brescia dopo gli insulti razzisti fa pace con un tifoso gialloblù

Di Antonio Scali
Pubblicato il 6 Nov. 2019 alle 09:16
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Immagine di copertina

Balotelli a Le Iene: “Non ho accusato Verona, ma non erano due o tre”

Mario Balotelli racconta le sue sensazioni e il suo stato d’animo dopo gli insulti razzisti ricevuti allo stadio di Verona in una chiacchiera con l’inviato de Le Iene Nicolò De Devitiis. “Come sto? Bene. Quello che è successo non è bello, ma io assolutamente non ho accusato il Verona, né la Curva. Io ho accusato pochi scemi che l’hanno fatto e li ho sentiti, e quindi mi sono arrabbiato”.

“Dico la verità: lo stadio del Verona e i tifosi del Verona – aggiunge Balotelli – mi stanno anche simpatici con i loro sfottò. Ma se vuoi distrarre un giocatore, lo puoi fare in mille modi ma non così. Così non va bene. Così non ci siamo. Ho accusato pochi scemi che lo hanno fatto e li ho sentiti. Ho accusato quei cogl***i e basta. Di sicuro non erano due o tre perché li ho sentiti dal campo”.

“Poi non dico che io sono diverso da altri giocatori ai quali hanno fatto gli stessi cori e gli stessi ululati, che poi ripeto sono sempre pochi gli scemi, però ci sono. Il problema è che io sono italiano, io dovrei tornare in Nazionale, e i pochi che l’hanno fatto sono delle testa di c…., a sfondo razzista non ci sta, ma non c’è mai stato e non ci starà mai”, ha spiegato Balotelli a Le Iene.

A far molto discutere sono state anche le parole di Luca Castellini, capo ultras veronese e noto esponente locale di Forza Nuova: “Balotelli non potrà mai essere del tutto italiano, non siamo razzisti, ce l’abbiamo anche noi un negro in squadra”.

Parole allucinanti che Super Mario ha preferito non commentare. Intanto la società scaligera ha deciso di impedire il suo accesso allo stadio di Verona fino al 2030. Sul caso, inoltre, è stata aperta anche un’inchiesta per discriminazione razziale.

“So che non bisogna dare attenzione a queste persone, ma non si può neppure non sottolinearlo. Se non reagisco non succede nulla. Se mi dici scemo lascio stare, se mi dici negro no. Non è un errore. Se io non reagisco non succede nulla. Negro non è un errore, è cosa grave”.

Ho fermato il gioco perché basta mi sono rotto le palle. Io dico punisci quelli e basta ma non la Curva, la Curva è il bello del calcio”, continua l’attaccante. Balotelli poi racconta che anche la figlia stava guardando Verona-Brescia in tv: ”Fa il triplo più male. Anche a lei è già successo, ma non puoi insultare un bambino che dice certe parole. L’educazione e il rispetto arrivano da noi adulti”.

L’inviato della trasmissione di Italia 1 ha anche cercato di riportare la pace, chiedendo al sindaco di Verona Federico Sboarina e a un parroco tifoso di incontrare Balotelli, ma non hanno accettato. A dissociarsi è un tifoso della squadra gialloblù che ha incontrato Mario e si è scattato un selfie con lui.

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