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Chi era Alberto Sironi: la carriera e la vita privata del regista di Montalbano, morto oggi a 78 anni

Una vita dietro la cinepresa, con incursioni in altri settori come le inchieste sportive. Scelse personalmente Zingaretti. Si è spento meno di un mese dopo Camilleri

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 5 Ago. 2019 alle 13:16 Aggiornato il 5 Ago. 2019 alle 13:50
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Immagine di copertina
Il regista Alberto Sironi (Credits: ANSA/ETTORE FERRARI)

Chi era Alberto Sironi: la carriera e la vita privata del regista di Montalbano, morto oggi a 78 anni

Non è un’estate facile per tutti i fan di Montalbano: meno di un mese dopo la morte di Andrea Camilleri, il padre del commissario più amato della letteratura italiana, lunedì 5 agosto 2019 è morto anche Alberto Sironi, il regista che aveva portato il poliziotto di Vigata in televisione.

Ma Sironi non era soltanto colui che, dietro la cinepresa, per oltre vent’anni ha diretto Luca Zingaretti e tutto il cast di Montalbano, realizzando film che hanno macinato i record degli ascolti tv in Rai. Nella sua lunga carriera, infatti, il regista classe 1940 si era saputo adattato a diverse vesti e situazioni.

Vediamo insieme qualcosa in più della sua carriera, dei suoi film e della sua vita privata.

Chi era Alberto Sironi, la carriera del regista

Sironi è nato il 7 agosto del 1940 a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Proprio dopodomani, dunque, avrebbe compiuto 79 anni. Interessato al mondo dello spettacolo fin da piccolo, si è iscritto alla scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, dove ha avuto tra i maestri anche Giorgio Strehler e Paolo Grassi.

Il suo talento gli ha permesso da subito di fare il passaggio da studente ad attore dello stesso Piccolo Teatro. In quegli anni, infatti, Sironi ha partecipato a diversi spettacoli, sia come attore che come aiuto-regista. Una posizione, quest’ultima, che lo ha appassionato moltissimo.

Negli anni Settanta poi ha iniziato a collaborare con la Rai: in questa fase della sua carriera si è staccato dallo spettacolo, realizzando anzi molte inchieste, sia in Italia che all’estero. Uno dei temi su cui si concentra maggiormente è quello dello sport: per Tv7, ad esempio, ha portato avanti una lunga inchiesta a quattro mani con Beppe Viola, analizzando a fondo le luci e le ombre dell’ambiente calcistico.

Alla fine degli anni Settanta, poi, di nuovo il passaggio ai film: nel 1978 ha realizzato sceneggiatura e regia di due telefilm tratti dalla raccolta di racconti “Centodelitti” di Giorgio Scerbanenco. Negli anni successivi ha scritto il soggetto della serie Tv “Eurocops”, dirigendone anche tre episodi.

Nel 1995 è tornato a occuparsi di sport, girando da regista per Rai 1 il film in due puntate sulla vita di Fausto Coppi, “Il grande Fausto”. Dopo una breve parentesi in radio (dove ha scritto e diretto alcuni sceneggiati, tra cui Rimorsi) però, l’exploit della sua carriera è rappresentato senza dubbio dai film del Commissario Montalbano, che dirige ininterrottamente dal primo episodio fino all’ultimo, andato in onda il 18 febbraio 2019.

Chi era Alberto Sironi, la vita privata del regista

Ad agosto 2015 Alberto Sironi ha sposato, con rito civile, la moglie Lucia a Costacciaro, comune in provincia di Perugia, alle pendici del monte Cucco. Sironi ha anche un figlio, che ha intrapreso la stessa carriera da regista del padre.

Lombardo di nascita, Sironi non ha mai nascosto il suo attaccamento alla Sicilia, patria di Camilleri e della sua creatura più riuscita: “Sono legato alle mie origini ma qui mi sento a casa, tra la gente per strada o nelle trattorie, quando incontro i contadini e le maestranze locali. I siciliani mi hanno ‘pesato’, hanno capito che non sono un quaquaraquà e adesso sono diventati miei fratelli”, ha dichiarato in una vecchia intervista a la Repubblica.

Le parole di Alberto Sironi su Montalbano, Camilleri e Zingaretti

Sono tante le interviste concesse da Sironi nel corso della sua lunga carriera. Nel 2016, in un colloquio con il giornale Il Centro, il regista ha raccontato alcuni aneddoti sul Commissario Montalbano.

Intanto, per quanto riguarda la scelta dell’attore che avrebbe interpretato il poliziotto di Vigata, Sironi ha rivelato: “Camilleri conosceva Zingaretti dai tempi in cui gli aveva insegnato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e lo stimava. Quando seppe della scelta, mi chiamò e mi disse: ‘Perché proprio pelato?’. E io: ‘Guarda, Andrea, che è molto bravo’. Ma lui è sempre stato molto rispettoso, molto attento nel controllare le sceneggiature”.

Ancora, su Zingaretti: “Il personaggio dei romanzi di Camilleri era diverso da Luca. Era pesante, con un po’ di pancetta. Il Montalbano di Zingaretti, invece, è più giovane, più piccolo, senza capelli. Negli anni, Luca ha portato nel personaggio una sua fisicità molto moderna; lui è un atleta, uno che gioca ancora a calcio. Con gli anni, poi, lo ha accompagnato nel suo invecchiamento. Zingaretti è un attore che ragiona molto sul personaggio”.

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