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Triste fine per il Jeremy Kyle Show: il talk show britannico cancellato dopo il suicidio di un concorrente

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 16 Mag. 2019 alle 21:09 Aggiornato il 16 Mag. 2019 alle 21:14
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Immagine di copertina

Il Jeremy Kyle Show, che in molti consideravano “il programma più trash della televisione inglese” è stato cancellato. La decisione è stata presa dalla sua emittente, il canale Itv, a seguito della morte per suicidio di uno degli ospiti della trasmissione.

È un vero e proprio caso in Gran Bretagna: l’uomo, di nome Steve Dymond e di 62 anni di età, si sarebbe tolto la vita dopo aver partecipato alla suddetta trasmissione ed essersi sottoposto alla macchina della verità al fine di dimostrare alla sua fidanzata di non averla tradita.

La polizia ha avviato delle indagini sulle motivazioni che avrebbero spinto l’uomo a compiere il folle gesto ed ha così riscontrato che il 62enne avrebbe ricevuto un trattamento decisamente brutale nel corso dello show.

L’uomo, sottoposto al suddetto test della verità, non è riuscito a dare dimostrazione di fedeltà alla sua fidanzata: dopo che il “lie detector” ha dato la sentenza, giudicando Dymond come “guilty”, l’uomo ha dovuto affrontare una vera e proprio gogna pubblica, ricevendo una valanga di insulti.

Non solo: secondo quanto riportato dal tabloid The Sun la fidanzata dell’uomo ha deciso di interrompere la loro relazione. Ed è stato solo una settimana dopo che il 62enne è stato trovato morto a causa di un’overdose di morfina.

“Data la gravità degli eventi recenti, abbiamo deciso di chiudere la produzione di The Jeremy Kyle Show”, è stato l’annuncio di Carolyn McCall, la CEO di Itv, emittente del Jeremy Kyle Show.

A seguito del suicidio la Commissione sui media del parlamento inglese ha deciso di aprire un’inchiesta con l’obiettivo di indagare sulle pressioni che subisce chi partecipa allo show e sul tipo di supporto psicologico che la trasmissione garantisce agli ospiti.

“I programmi come The Jeremy Kyle Show rischiano di mettere a repentaglio la vita di persone vulnerabili che non sono in grado di capire le conseguenze della partecipazione al programma, sulla loro vita e su quella delle loro famiglie”, sono state le parole allarmate di Damian Collins, presidente della Commissione inglese sui media.

E infatti, dopo il triste episodio della morte di Dymond, sono venute a galla altre testimonianze di ex ospiti della trasmissione: Dwayne Davison, che aveva partecipato allo show insieme alla sua compagna nel 2014 ed era stato definito come “l’ospite più odiato di sempre”, alla Bbc ha fornito un racconto sconvolgente.

“Quello che hanno fatto alla mia vita è incredibile. Avevo 21 anni. Dopo avermi messo alla gogna, pensavo di poter essere aiutato dal “mitologico” gruppo di supporto, ma non ho mai ricevuto una telefonata da loro”. Gli avevo chiesto di non mandare in onda la puntata ma non mi hanno voluto sentire, mi hanno detto che non si poteva fare nulla. Ero totalmente traumatizzato. Mi hanno chiamato tre volte dal gruppo di supporto nei due mesi dopo la puntata andata in onda. Mi hanno chiesto come stessi. Io ovviamente ho risposto ‘non molto bene’”.

Nel frattempo che va avanti l’inchiesta della commissione il conduttore, Jeremy Kyle, ha detto di essere “completamente devastato” dal suicidio di Steve Dymond.

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