Sanremo 2026, Carlo Conti si scusa per il refuso “Repupplica”: “Chi non fa, non sbaglia”
Le parole del conduttore durante la conferenza stampa
Carlo Conti si scusa per il refuso “Repupplica” apparso nella grafica proposta sullo schermo mentre parlava Gianna Pratesi durante la prima puntata del Festival di Sanremo 2026. Mentre la signora Pratesi parlava, infatti, alle sue spalle, sul monitor, è apparsa la grafica: “Il 54 per cento alla Repupplica”. Un errore che non è passato inosservato sui social con gli utenti che hanno ironizzato sulla vicenda attraverso commenti e meme. “Mi scuso ancora per il refuso. Non sapete quante cose dobbiamo controllare. Dalle mie parti si dice: chi non fa, non sbaglia” ha dichiarato il conduttore e direttore artistico della kermesse durante la consueta conferenza stampa quotidiana.
Conferenza stampa durante la quale il presentatore ha commentato anche il calo di ascolti registrato nella prima puntata: “Sono molto contento e devo ringraziare per il bel risultato di ieri sera. Non ho battuto me stesso ma ho lo stesso sorriso e la stessa serenità dello scorso anno. Rimane un risultato altissimo. Il Festival sta bene, lo dimostrano questi numeri. Se mi aspettavo questi ascolti? Pensavo un po’ meno, pensavo 55%, quando ho visto 58% ero molto contento. Pensavo a una flessione maggiore per la controprogrammazione, per il periodo, per tanti motivi che avevamo evidenziato in queste riunioni preliminari”.
Il presentatore, quindi, ha aggiunto: “Il fatto di essere comunque a questi livelli, che l’ascolto ancora sia così alto, mi rende contento: il festival è in buona salute”. Carlo Conti, poi, ha risposto a chi ha definito il Festival “prevedibile” e “piatto”: “Quando arrivi a far dieci milioni di telespettatori vuol dire che gli italiani hanno apprezzato. Mi hanno chiamato le case discografiche, i brani stanno già nelle prime trenta posizioni di tutte le piattaforme possibili, significa che abbiamo lavorato nel modo giusto. Le serate, oggi e domani, avranno più momenti di intrattenimento e di spettacolo. È chiaro che aumenteranno rispetto alle serate in cui devono esibirsi tutti i cantanti”.