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Chi era Ezio Bosso, il pianista che ha emozionato l’Italia con la sua musica

Il pianista e direttore d'orchestra si è spento a 48 anni

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 15 Mag. 2020 alle 10:09 Aggiornato il 18 Mag. 2020 alle 17:29
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Immagine di copertina
Crediti: http://www.eziobosso.com

Chi era Ezio Bosso, il pianista che ha emozionato l’Italia con la sua musica morto a 48 anni

Ezio Bosso ha incantato il mondo con la sua musica. Pianista di grande talento, direttore d’orchestra e compositore, Bosso ha collezionato tantissimi premi e riconoscimenti nell’arco della sua carriera. È sempre stato considerato un musicista di grande talento, uno dei direttori d’orchestra più celebri del panorama musicale internazionale, seguitissimo anche sui social. Bosso, affetto da una malattia neurologica degenerativa, aveva annunciato che non avrebbe più suonato il pianoforte. Sono passati mesi da quell’annuncio e l’artista si è spento a 48 anni, come riporta il Corriere della Sera.

Nato a Torino il 13 settembre 1971, Ezio Bosso ha scoperto la musica a 4 anni grazie a una prozia pianista e al fratello musicista. Ha debuttato in Francia che aveva soltanto 16 anni. Da quel momento, ha girato per diverse orchestre europee finché non ha incontrato il maestro Ludwig Streicher, che l’ha spinto a studiare Composizione e Direzione d’Orchestra presso l’Accademia di Vienna. Gli anni ’90 l’hanno visto esibirsi su diversi palcoscenici come direttore d’orchestra. Bosso ha anche insegnato a Parigi e Giappone e nel 2019 è arrivato in tv con la narrazione di “Che storia è la musica” su Rai 3.

Ezio Bosso, la lotta alla discriminazione e la malattia

Grandi soddisfazioni per un artista discriminato in passato perché figlio di un operaio. “Un figlio di operaio poteva soltanto fare l’operaio”, gli dicevano. Bosso non ha mai nascosto il peso delle discriminazioni. “Pesa sempre, pesa anche oggi”, aveva infatti spiegato. “Non mi illudo di essere accettato oggi, l’accettazione per me rimane un ostacolo ogni giorno, forse però oggi sono solo più vecchio e capisco che l’essenziale è continuare a lavorare duro, per portare avanti il credere e fare indipendentemente dall’accettazione degli altri”.

Nel 2011, Bosso ha subito un intervento per l’asportazione di una neoplasia ed è stato anche colpito da una sindrome autoimmune. In seguito, il peggioramento di una malattia neurodegenerativa, indicata erroneamente all’inizio dai media come SLA, l’ha costretto a lasciare la musica nel 2019: non riusciva più a muovere due dita della mano. “Se mi volete bene, smettetela di chiedermi di mettermi al pianoforte. Non sapete il dolore che mi provoca. Non posso dare alla musica abbastanza”, aveva dichiarato il compositore. “Quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”. La sua ultima intervista, rilasciata a Rai News24, parlava della musica: “La musica è un bisogno primario dell’uomo e va trattata come tale”. Purtroppo, Ezio Bosso è venuto a mancare all’età di 48 anni. A darne il triste annuncio il Corriere della Sera.

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