Lucio Battisti, il mistero sulle cause della morte a 22 anni dalla sua scomparsa

Di Antonio Scali
Pubblicato il 10 Set. 2020 alle 18:01 Aggiornato il 10 Set. 2020 alle 18:46
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Immagine di copertina

Lucio Battisti, il mistero attorno alla sua morte a 22 anni dalla scomparsa dell’artista

Sono passati 22 anni da quando Lucio Battisti è morto, la mattina del 9 settembre 1998. Uno dei più grandi cantanti e musicisti di sempre si è spento a soli 55 anni, all’ospedale San Paolo di Milano, dove era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Sulle cause della sua morte non è mai stata fatta chiarezza, anche per via dell’assoluto riserbo, quasi morboso, chiesto dai familiari dell’artista.

Per questo ancora oggi molti fan si chiedono come è morto Lucio Battisti. Ufficialmente la causa è un terribile linfoma maligno che lo aveva colpito al fegato, anche se nei giorni immediatamente successivi qualcuno parlò di una glomerulonefrite, una patologia a carico dei reni. La tesi del tumore al fegato è stata confermata peraltro, seppure solo in via ufficiosa, da chi lo conosceva bene.

I media dell’epoca avevano già reso noto che il cantante era affetto da tempo da una malattia renale che lo costringeva a sottoporsi a dialisi. La diagnosi gli sarebbe stata comunicata nel corso di un intervento chirurgico alla colecisti. Battisti si sarebbe sottoposto anche a dei cicli di chemioterapia, ma purtroppo invano. Eppure i dubbi sulle cause reali della morte del cantante, a 22 anni di distanza, permangono. Secondo altre ipotesi, ad esempio, fu colpito improvvisamente da un infarto.

Quel che ci raccontano le cronache è che tra il 29 e il 30 agosto 1998 si diffuse la notizia del ricovero di Battisti in un ospedale milanese. Durante gli 11 giorni di ricovero, per volere della stessa famiglia, non venne diffuso alcun bollettino medico. Saputo del ricovero, Mogol, con il quale Battisti creò una delle coppie più prolifiche della musica italiana, gli scrisse una lettera e la fece recapitare alla clinica.

Il 6 settembre le sue condizioni si aggravarono e l’8 venne spostato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Paolo di Milano. Lucio Battisti morì la mattina del 9 settembre 1998, all’età di 55 anni. Il bollettino medico riportava solamente che “il paziente, nonostante tutte le cure dei sanitari che lo hanno assistito, è deceduto per intervenute complicanze in un quadro clinico severo sin dall’esordio”. Ai funerali, celebratisi in forma strettamente privata a Molteno, furono ammesse appena 20 persone, tra le quali Mogol.

Repubblica nel 1998 scrisse che l’ultimo aggravamento era avvenuto la notte prima della sua morte. Ci fu una telefonata a moglie e figlio, quindi la corsa per vederlo vivo ancora per pochi istanti. Il cappellano del San Paolo che gli diede l’estrema unzione parlò di un viso scavato e di occhi che non cercavano più nulla. Aveva perso conoscenza da ore, poi era stato spostato in terapia intensiva per l’ultima crisi: era intubato, appeso ai fili. Ma non ci fu accanimento terapeutico, come spiegò il direttore del San Paolo, Franco Sala.

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