Don Ravagnani, l’ex prete social che ha lasciato il sacerdozio: “Non rispettavo il celibato, ora sono più libero”
Alberto Ravagnani spiega le ragioni della sua scelta
Alberto Ravagnani, l’ex prete social che ha deciso di lasciare il sacerdozio, ha spiegato le ragioni della sua scelta in un video pubblicato sul suo canale Youtube. “Ho maturato la mia scelta, non è stato un pensiero improvviso, una folgorazione: essere preti significa cose ben precise come il celibato… Di fatto non riuscivo a rispettarlo davvero, all’inizio dicevo che dovevo convertirmi, che era una questione di volontà, poi ho smesso di fingere di doverlo giustificare per forza” ha affermato l’ex don.
Tra le cause, spiega Ravagnani, anche il carico di responsabilità: “Le attese delle persone nei confronti di noi preti, disumane, come fossimo esseri speciali, angeli scesi dal cielo, programmati per essere buoni, un’ipocrisia non più sostenibile. Il ruolo istituzionale: un prete rappresenta la Chiesa, però mi sentivo a disagio a indossare un colletto, una divisa che divide dalle persone, però quella distanza non la volevo più. Mi sentivo a disagio a celebrare la messa, un rito che non parlava più alle persone e pronunciare parole che trovavo incomprensibili e, a volte, discutibili”.
E ancora: “Nello stare con altri preti o in contesti di Chiesa faticavo a sentirmi in sintonia con certi modi di pensare, avevo tanti dubbi sulla dottrina della Chiesa. Mi sono messo in ascolto dei ragazzi, le domande mi hanno fatto riflettere e certe mie certezze sono venute giù, così sono andato in crisi”. Da qui la consapevolezza: “Se essere prete significa questo, allora faccio fatica a starci dentro, potrei fare più del bene se non lo fossi più. La società non è più cristiana come lo è stata per secoli e la fede nelle persone è qualcosa di personale, libera, meno scontata. La mia fede c’è ancora, però non sta del tutto nella forma della Chiesa. Sono sereno, porterò avanti la mia missione, seguirò la mia vocazione”. L’ex sacerdote, quindi, conclude: “Non indosserò il colletto, non celebrerò la messa, però il mio cuore sarà lo stesso, finalmente più libero e più vero”.