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È morto David Prowse, l’attore meno famoso della storia del cinema

Interprete di Darth Vader in “Guerre stellari”, è stato bullizzato per vent’anni da George Lucas

Di Arnaldo Casali
Pubblicato il 29 Nov. 2020 alle 19:17
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Immagine di copertina
David Prowse Credits: EPA/SUSANNA SAEZ

Se ne è andato a 85 anni e senza la soddisfazione di aver mai associato il suo volto a uno dei personaggi più celebri della storia del cinema, David Prowse, leggendario interprete di Darth Vader in Guerre Stellari. 

Campione di sollevamento pesi e body builder, prima di arrivare sul cast della più celebre e longeva saga cinematografica aveva interpretato già cinque film, tra cui Col cuore in gola di Tinto Brass, Gli orrori di Frankenstein, The Best of Benny Hill, Jabberwocky di Terry Gilliam e soprattutto Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.

Con i suoi due metri di altezza e 120 chili di peso nel 1977 era entrato nei panni imponenti di Darth Vader: senza ombra di dubbio il più celebre malvagio della storia del cinema, anche se in Italia –fantozzianamente – non si è mai capito bene come si chiama: ai tempi in cui si diceva ancora Guerre Stellari il doppiaggio lo aveva trasformato infatti in Lord Fener.

La traduzione creativa di Roberto De Leonardis aveva ribattezzato Ian il personaggio di Han Solo, la principessa Leia era diventata Leila, e arrivò a reinventare persino le sigle dei robot: C-3PO diventò D-3BO (forse perché la “B” suona meglio? Nei “Simpson” Moe è diventato Bo). Nel caso di R2-D2 (in inglese “Artù Di-Tu”) per mantenere la sensazione che fosse un nomignolo lo rinominò C1-P8 (Ciuno Piotto), mentre la “guerra dei cloni” diventò assurdamente “guerra dei quoti”. Il povero Vader, invece, diventò Fener per paura che potesse essere storpiato in Water ed essere deriso, dunque, proprio come una merdaccia.

Quando vent’anni dopo tutta la trilogia fu ritoccata e ri-distribuita da George Lucas in previsione di quella nuova, anche in italiano si cominciò a parlare di “Star Wars” e furono recuperati tutti i nomi originali. Ma resta il fatto che, ancora oggi, dalle nostre parti c’è chi dice Fener e chi Vader. Ma magari fosse questo il problema, per l’ex cavaliere jedi divenuto il signore del Lato oscuro della forza.

La verità è che dietro l’elmo (copiato ai samurai giapponesi) divenuto la più inflazionata delle icone nerd, si nasconde la più fantozziana delle star di Hollywood: l’attore maggiormente vessato – potremmo dire quasi bullizzato – da George Lucas per tutta la sua carriera.

Pur così importante per la storia, il ruolo di Darth Vader non avrebbe dato alcuna visibilità a Prowse, visto che, come altri ruoli (a cominciare dal robot C-3PO e il pilota peloso Chewbecca) aveva il volto coperto.

Quello che Prowse non sapeva, però, è che – a differenza dei suoi colleghi mascherati – anche la sua voce  sarebbe stata coperta. Se la sua possenza fisica era perfetta per il ruolo, non lo era altrettanto il suo accento “West Country” (in pratica da vaccaro) che lo aveva portato a diventare addirittura lo zimbello del set, tanto che i colleghi – raccontava Carrie Fisher – lo avevano soprannominato “Darth Farmer” (“il contadino”). Né voce, né volto, né soldi: nonostante figurasse tra i protagonisti, Prowse aveva ricevuto un compenso nemmeno paragonabile a quello degli altri attori.

La prima del film, poi, aveva riservato una bruttissima sorpresa al povero Signore del Male: Lucas lo aveva fatto ridoppiare completamente da James Earl Jones, uno dei più grandi attori del cinema americano. Il regista si giustificò dicendo che voleva una voce più “profonda” per il personaggio. Così l’interpretazione di Prowse, già mascherata, fu anche dimezzata e l’attore di Bristol si ritrovò ridotto al ruolo di inconsapevole mimo.

La cosa creò degli attriti con l’autore; attriti destinati a continuare per tutta la trilogia, tanto che Lucas non inviterà Prowse nemmeno alle convention con i fan della serie.

Quando si trattò di girare la celebre scena di L’impero colpisce ancora in cui Darth Vader rivela a Luke Skywalker di essere suo padre, Lucas – che non voleva rischiare che il colpo di scena trapelasse prima dell’uscita del film – tenne la battuta segretissima. Nessuno ne era a conoscenza, se non lui, il produttore e il regista Irvin Keshner. Nemmeno l’attore che doveva recitare la frase la conosceva, visto che – a causa dei pessimi rapporti – Lucas non si fidava affatto di lui.

Prowse si trovò così a pronunciare la battuta sbagliata: “Luke, ad uccidere tuo padre è stato Obi Wan-Kenobi!”. Un attimo prima del ciak, il regista prese da parte Mark Hamill (interprete di Luke) e gli disse la vera battuta: “E’ a questa che devi reagire. Ignora quello che dice lui!”. Ancora una volta, solo all’uscita del film Darth Vader scoprì di essere Anakin Skywalker.

Ma le umiliazioni del povero Darth Farmer non erano ancora finite. Con Il ritorno dello Jedi sembrava arrivato, infatti, il momento del riscatto: al termine del duello finale, Luke toglie al padre il casco, svelandone finalmente il volto. Pochi, pochissimi secondi, ma che potevano ripagare Prowse delle tante frustrazioni.

A mettersi in mezzo, questa volta, fu Alec Guinness, che interpretava Obi Wan-Kenobi ma non amava affatto la saga, che considerava un ridicolo fumettone. L’unico modo di convincerlo a girare il terzo capitolo era assecondare qualsiasi suo desiderio; e un desiderio, Guinness, lo aveva espresso: quello di far recitare un suo vecchio amico che in quel periodo se la passava molto male: Sebastian Shaw aveva quasi ottant’anni e non lavorava ormai da quindici; una parte, anche piccola, avrebbe potuto dargli un po’ di ossigeno, anche se in realtà il personaggio ne avrebbe dovuti avere meno di cinquanta.

Così, quell’unica scena in cui si vede il volto di Anakin, è l’unica che Prowse non ha girato. Non solo, ma – ancora una volta – per evitare problemi con l’attore, Lucas non gli ha detto niente e ha girato in gran segreto quando Prowse era lontano dal set.

L’attore che ha interpretato Darth Vader in tutti i film della trilogia, dunque, non gli ha potuto dare né il proprio volto né la propria voce. Ce ne è abbastanza, no? No. Non è ancora finita.

Quindici anni dopo Il ritorno dello Jedi George Lucas gira una nuova trilogia, antefatto di quella originale, in cui si racconta di come Anakin Skywalker sia diventato Darth Vader.

Nel primo episodio, La minaccia fantasma, a vestire i panni di Anakin bambino è il piccolo Jake Lloyd (che, per la cronaca oggi – a trent’anni – è alto 1,65 metri, quasi la metà di Prowse) mentre in L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith Skywalker ventenne è interpretato da Hayden Cristensen.

Al termine del terzo film, Anakin si trasforma in Darth Vader. Visto che tutti i ruoli “mascherati” della trilogia originale sono stati ripresi dagli stessi attori (e persino quello non mascherato dell’imperatore Palpatine), Prowse dà per scontato che nel finale spetti a lui tornare a vestire la celebre armatura. E invece, ancora una volta, Darth Farmer prende il due di picche: Cristensen, infatti, ci tiene moltissimo a vestire la celeberrima icona, anche se è più basso di quindici centimetri rispetto al culturista. Così, torna la voce di James Earl Jones ma non il corpo di David Prowse.

Le umiliazioni di Darth Farmer non si esauriscono con la gestione Lucas: dieci anni dopo la trilogia prequel, la Disney – che ha comprato tutto il pacchetto della Lucasfilm – dà avvio ad una nuova serie di film di Star Wars. Uno di questi è Rogue One, uscito nel 2016, che non fa parte del “canone” ufficiale (detto “Saga Skywalker”) ma è uno spin-off ambientato tra Episodio III e Episodio IV. Un’epoca, quindi, in cui è presente Darth Vader, che infatti figura tra i personaggi. A dargli la voce, ancora una volta, è l’ottantacinquenne James Earl Jones. Il corpo, invece, stavolta è quello dei giovani Spencer Wilding e Daniel Naprous.

E il povero vecchio Prowse, ancora una volta, resta al cinema a guardare, per scomparire proprio un anno dopo l’ultimo film della saga – L’ascesa di Skywalker – in cui viene reso omaggio ancora una volta al suo leggendario elmo, ma certo non al volto sconosciuto.

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