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La conferenza stampa di presentazione di Montalbano: “In Rai nessuna preoccupazione per tema migranti affrontato negli episodi”

Le due puntate in onda l'11 e il 18 febbraio 2019

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 31 Gen. 2019 alle 12:55 Aggiornato il 31 Gen. 2019 alle 13:39
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Immagine di copertina

COMMISSARIO MONTALBANO 2019 CONFERENZA STAMPA – Il Commissario Montalbano non è ancora tornato in tv e già fa discutere di sé. I due nuovi episodi della serie con Luca Zingaretti, basata sui romanzi di Andrea Camilleri e in programma lunedì 11 e 18 febbraio 2019, secondo le prime anticipazioni tratteranno un tema di grande attualità: l’immigrazione.

Nella cittadina di Vigata, infatti, sbarcheranno diversi migranti, richiedendo un grande impegno da parte del commissariato diretto da Salvo Montalbano per la gestione e la messa in sicurezza dei flussi. “Si parla di emigrazione del dopoguerra e di immigrazione di questi giorni. Alla fine della visione – ha detto il produttore Carlo Degli Esposti in un’intervista – si potrebbe cogliere un insegnamento: una volta sì è emigranti, una volta si è immigrati. Camilleri mette sempre dentro al racconto di Montalbano una fettina di realtà quotidiana”.

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Il punto di vista dei produttori però, come si sa, è totalmente diverso da quello del governo Lega-5 Stelle. Ecco perché i nuovi episodi del Commissario Montalbano potrebbero causare diverse polemiche in Rai.

Di questo e di molto altro si è parlato a Roma durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Commissario Montalbano. Presente tutto il cast tranne Angelo Russo, influenzato: Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Elena Radonicich, Ahmed Hafiene, Eurydice El-Etr, Giorgia Salari, Anna Ferruzzo e Sonia Bergamasco.

Commissario Montalbano 2019 conferenza stampa | Le parole dei protagonisti 

La conferenza, iniziata circa alle 12.30, si è aperta con una torta celebrativa dei 20 anni del Commissario Montalbano, andato in onda per la prima volta il 6 maggio 1999.

  • Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction:“La prima storia è l’adattamento dell’omonimo romanzo, “L’altro capo del filo”, mentre il secondo episodio (“Un diario del ’43”) è tratto dai racconti di Camilleri. Come sempre, il passato e il presente si parlano: il fil rouge degli episodi è la migrazione, declinato prima come immigrazione e poi come emigrazione”.
  • Teresa De Santis, direttrice di Rai 1: “Il mondo inventato da Camilleri racconta l’Italia con tutte le sue sfaccettature e soprattutto rende centrale il Sud, e soprattutto la Sicilia, nella sua parte fantastica (Vigata) ma anche nella rappresentazione di ciò che succede nel mondo reale. Per la Rai, Montalbano è un elemento di grande forza. Posso augurare a tutti buona visione e soprattutto tanta riflessione sugli spunti dati dal film”.
  • Carlo Degli Esposti, della produzione Palomar: “Vado fiero di aver trovato il modo di dare luce a una delle regioni più belle dell’Italia. Sono orgoglioso del senso della giustizia di Montalbano, che ad ogni puntata di rivela un grande esempio, ma anche di come la lingua siciliana arrivi a tutto il resto del paese.

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  • Luca Zingaretti: “Dopo 20 anni siamo ancora qua e sempre più numerosi. Non amo le celebrazioni, ma voglio solo dire che le nostre 34 puntate sono sempre state costruite come veri e propri film, curando quindi ogni dettaglio. Un ricordo per Marcello Perracchio (l’attore che interpretava il dottor Pasquano, il medico legale), che ha lasciato un grande vuoto in noi e in tutti gli spettatori. Sono contento sia stata accolta la nostra idea di celebrarlo in scena. È stato uno dei momenti più commoventi che io abbia mai girato”.
  • Parlano a giro anche gli altri protagonisti, Cesare BocciPeppino MazzottaElena Radonicich.

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  • Carlo Degli Esposti sull’apertura sul tema dell’immigrazione e l’ipotetica preoccupazione in Rai: “Ho sempre pensato che ognuno debba fare il suo mestiere. Noi siamo teatranti: trasponiamo grandi romanzi di un grande scrittore come Camilleri, poi ognuno a casa ha le sue opinioni. Per noi parla il nostro prodotto. Frequento quotidianamente la Rai e non ho visto questa preoccupazione”.
  • Luca Zingaretti: “Io sono un attore e recito delle battute. La mia posizione sui migranti è chiara: quattro anni fa ho fatto un monologo sul tema e lì c’è tutto”.
  • Alberto Sironi, regista di Montalbano: “Il tema che affronta Camilleri è molto più alto, parla della cultura araba che ha portato molto alla Sicilia, a prescindere dagli ultimi sbarchi. Guardare il mondo come fa Camilleri è diverso da come lo fa il resto del mondo quando guarda la tv”.
  • Teresa De Santis:”In Rai non c’è imbarazzo in nessun modo, altrimenti non andrebbe in onda. Le polemiche politiche in questo ambito non c’entrano. La rappresentazione ha momenti controversi, ma riguarda la realtà e tutta la sua complessità. Il tema dell’immigrazione è politico, sociale e culturale. In Montalbano viene affrontato con un certo punto di vista e la Rai, che è servizio pubblico, lo rappresenta con completezza”.

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  • Ancora De Santis sulle voci di uno speciale di Porta a Porta dopo la prima puntata: “Come sapete giorno 10 ci sono le elezioni in Abruzzo e il programma di Bruno Vespa è l’icona della nostra rete sull’argomento della politica. La puntata di Porta a Porta viene spostata a lunedì perché Vespa, come da tradizione, affronta e commenta le elezioni”.
  • Zingaretti sul suo punto di vista sui migranti: “Non glielo dico sa perché? Non perché non voglia, ma perché sono sicuro che qualsiasi cosa dirò per voi diventerà un titolo sul giornale di domani. E non è questo il contesto”.
  • Laconica la risposta del protagonista sul perché Montalbano abbia molto più successo degli altri commissari in tv: “Quali altri commissari?”.
  • Ultima domanda su quanto Zingaretti abbia preso da Montalbano in questi 20 anni: “La Sicilia è una terra di cui si soffre la mancanza. È una terra che ti accoglie, ti avvolge, ti vizia. Io sono cambiato, è ovvio, però tengo a precisare che quando recito, interpreto un personaggio. Mi immergo in un universo che mi lascia per forza qualcosa addosso. Sicuramente non sarei come oggi se non avessi fatto Montalbano”.

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