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La Chiesa di Satana elogia il discorso dell’attore Bale ai Golden Globes: “Ave Christian”

L'organizzazione parareligiosa si è subito affrettata per ringraziare a sua volta l'attore

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 8 Gen. 2019 alle 07:33 Aggiornato il 8 Gen. 2019 alle 09:02
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Immagine di copertina
Credit: People

La Chiesa di Satana ha elogiato l’attore Christian Bale per aver ringraziato il diavolo nel suo discorso ai Golden Globe 2019 nella notte del 7 gennaio.

L’attore britannico ha ricevuto la statuetta come “Miglior attore in un film musical o in una commedia” per l’interpretazione da protagonista in Vice – L’uomo nell’ombra.  Salito sul palco del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles ha detto: “Ringrazio Satana per avermi ispirato nell’interpretazione del vicepresidente Dick Cheney” (ex vicepresidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione di G.W. Bush, ndr).

La Chiesa di Satana, organizzazione parareligiosa fondata nel 1966 a San Francisco, in California, si è subito affrettata per ringraziare a sua volta l’attore.

“Per noi Satana è un simbolo di orgoglio, libertà e individualismo, e serve come proiezione esterna e metaforica del nostro più elevato potenziale personale. Considerando che il talento e le abilità del signor Bale lo hanno portato a vincere il premio, il ringraziamento è adeguato. Ave Christian, Ave Satana!”, si legge sull’account Twitter ufficiale della Chiesa di Satana.

Fondata dall’esoterista statunitense Anton LaVey, secondo gli studiosi, si tratterebbe di una specie di setta, poiché l’identità degli adepti è sempre rimasta celata.

Il film

La pellicola è un racconto ascendentale della carriera di Dick Cheney, da operaio elettrico del Wyoming a vicepresidente degli Stati Uniti. Dick, infatti, negli anni Settanta è uno studente scapestrato che più volte viene portato sulla retta via dalla fidanzata Lynne. La stessa donna che lo spinge ad avvicinarsi al potere al punto tale da assumere una delle cariche più importanti in America.

Dick è taciturno e impietoso. Non si lascia trascinare dagli eventi – il coming out della figlia, gli infarti – e il suo obiettivo è uno solo: diventare presidente. Non riuscendo, però, ad ottenere il posto, Cheney concentra le sue forze nella vicepresidenza: nello Studio Ovale riesce a influenzare le decisioni di Mr. President George W. Bush, tra cui l’attacco in Iraq. L’uomo, nel frattempo, si circonda dei sui fedelissimi, conosciuti nel suo lungo percorso iniziato durante l’amministrazione Nixon e proseguito con Gerald Ford, fino alla funzione di Segretario alla difesa per George Bush senior. Infine “presidente a metà” con il figlio.

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